Una legge ad hoc per garantire l’ultimo saluto, anche in tempi di Covid. È questa la richiesta presentata dalla capogruppo di Sinistra Civica, Elena Ruzza, nell’ultimo consiglio comunale.“Occorre - spiega - attivare tutti i canali possibili, politici ed istituzionali affinché possa essere istituito per norma di legge il “Diritto all’ultimo saluto” ovvero una norma certa che consenta alla cerchia parentale più ristretta di poter assistere negli ultimi istanti di vita della persona cara contribuendo così a dare un senso di umanità in un momento così complesso della vita di ogni individuo”. Un’esigenza nata proprio nell’ultimo anno dopo la pandemia, quando tantissimi cittadini non hanno potuto dare l’ultimo saluto ai loro cari defunti. “L’anno 2020 ha segnato fortemente le nostre abitudini - spiega la consigliera - quotidiane a seguito della pandemia mondiale causata dal virus Covid19. L’intera sfera delle relazioni sociali, familiari ed umane è stata investita da un forzato distanziamento fisico giustificato dal contenimento della diffusione del virus. Tutto il mondo delle relazioni conosciute ha subito una netta metamorfosi aumentando il disagio sociale e psicologico degli individui costituiti naturalmente da relazioni sociali ed affettive. Nel panorama delle relazioni interrotte si annoverano anche le relazioni parentali che sono state colpite indirettamente dalla pandemia ed in misura maggiore le relazioni tra pazienti ricoverati in strutture ospedaliere per cause di varia natura e la sfera parentale di appartenenza”.
Relazioni interrotte dopo la chiusura forzata, per evitare il diffondersi del virus, di residenze e strutture per anziani. “La necessità di mettere in sicurezza sanitaria le strutture mediche di vario tipo era essenziale, - continua la Ruzza - se non indispensabile, per il contenimento del contagio e quindi il divieto perentorio, introdotto con le nuove normative anti-contagio, di ogni tipo di visita nelle strutture da parte di parenti, amici o conoscenti dei ricoverati è diventato drammaticamente funzionale alla preservazione stessa dei presidi affinché potessero svolgere la funzione di cura e prevenzione sanitaria”. Proprio per questo il sistema di prevenzione sanitaria si è dovuto attrezzare ed innovare al passo con il tremendo presente imposto dalla pandemia per individuare soluzioni di contatto fisico “non contatto” mediato da dispositivi certificati in materiale plastico che prevedono una vicinanza al ricoverato/degente garantendo in egual modo la protezione di un contatto diretto cutaneo o inalatorio sia per il paziente/degente sia per il personale medico sanitario presente in struttura adibendo speciali locali per la visita parentale.
Perché, conclude la Ruzza: “La situazione più grave e drammatica causata dal divieto di visita nelle strutture ospedaliere e nelle residenze sanitarie assistenziali è l’impossibilità per i parenti all’ ultimo saluto al cospetto di pazienti o degenti in fin di vita. Proprio per questo c’è bisogno di una legge che garantisca l’ultimo saluto”. La proposta della consigliera Ruzza è stata approvata all’unanimità dall’intero consiglio comunale.
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