Fondazione
Guelpa "abemus bando". Finalmente dopo una litania durata mesi l'Amministrazione comunale s'è svegliata dal letargo ed ha avviato la procedura di rinnovo dell’attuale Consiglio di Amministrazione con un avviso di manifestazione di interesse pubblicato il 25 novembre scorso sull’Albo Pretorio del Comune.
"Ritengo - ha dichiarato l'assessore Costanza Casali nel corso dell'ultimo consiglio rispondendo ad un'interrogazione del consigliere del Pd Andrea Benedino -
che molto probabilmente al prossimo Consiglio comunale di dicembre potrà essere già nominato il nuovo CDA su proposta non vincolante del Sindaco...".
E Casali ha aggiunto che l’Amministrazione comunale si è fatta portavoce della richiesta di modifica dello Statuto (gà apportata davanti al notaio), di modo che il prossimo presidente Presidente della Fondazione Guelpa venga nominato dal Consiglio e non più dal Sindaco.
E, per chi se lo fosse scordato,
l’attuale consiglio di amministrazione della Fondazione Guelpa fu nominato il 30 novembre 2015 ed entrò in carica il 15 dicembre del 2015. Come primo presidente
Daniele Lupo Iallà e come consiglieri di amministrazione
Teresa Skurzak,
Marco Liore,
Andrea Alberton e
Paolo Buffa.
Da qui in avanti una vera e propria “carneficina”….
Nell’aprile del 2017 le dimissioni
di
Andrea Alberton che sta però a bagno maria per quasi un anno, sostituto da
Loris Mauro che a sua volta si dimette (non fidandosi più di tanto della gestione dei soldi) nei primi mesi di mandato del sindaco
Stefano Sertoli dando il via libera alla nomina di
Alfredo Boni.
Con l’arrivo di Sertoli, nel settembre 2018 si dimette però anche il presidente
Iallà sul cui nome, il 27 ottobre del 2016, tirato da una parte e dall’altra dalla sua stessa maggioranza si era dimesso il sindaco
Carlo Della Pepa salvo poi fare un passo indietro alla Vigilia di Natale.
Iallà viene sostituito in un primo momento da
Luca Beatrice che però, dopo pochi mesi, capita l’aria che tirava, controllato a vista dalle Opposizioni, comincia a correre a gambe levata lasciando il posto a
Roberto Battegazzorre.
Sempre nel 2018 il passaggio di consegne tra
Paolo Buffa e l’avvocato
Franca Vallino che a sua volta si dimette consegnando il fardello a
Giancarlo Guarini.
Ricapitolando oggi con
Battegazzorre nel cda della Fondazione siedono
Teresa Skurzak, Alfredo Boni, Giancarlo Guarini e Marco Liore.
Stando allo statuto rimarrebbe in carica il solo presidente (essendo una nomina fiduciaria del sindaco) e dovrebbero andare a casa, salvo poi eventualmente essere rinominati dal consiglio comunale, tutti gli altri, con una postilla su
Marco Liore che ha già fatto due mandati e non è più ricandidabile. Poi c’è il vicepresidente
Teresa Skurzak che stando ai tam-tam vorrebbe passare la mano. Niente da aggiungere su
Alfredo Boni e
Giancarlo Guarini. In buona sostanza si aprirebbero le danze per due new entry e tra le ipotesi che vanno per la maggiore c’è sicuramente quella di
Giacomo Bottino, un nome utile a ricomporre i legami con gli “Arrabbiati” (Marco Neri e Maria Piras) e con la Lega che già l’aveva proposto, senza alcun risultato, in sostituzione della dimissionaria
Franca Vallino. Altro “cavallo di battaglia” quel
Marco Dotta, avvocato civilista, indicato, sempre dagli “Arrabbiati” nel ruolo di presidente al posto di
Battegazzorre.
Sia come sia quel che si spera è che prossimamente si cominci a parlare del futuro di un Ente nato per costruire una biblioteca e un museo ma che nel corso degli anni si è praticamente limitato a
erogare contributi a destra e a manca nè più e nè meno di un bancomat.
Finito il tempo in cui grazie agli interessi che maturavano sulla cospicua eredità lasciataci dalla buonanima di Lucia Guelpa (circa 8 milioni) si riuscivano ad accontentare tutti o quasi, si dovrà decidere che futuro può avere – e se lo ha – un organismo destinato a rimanere senza soldi, dovendoli impiegare tutti, per l’appunto, nella costruzione di una biblioteca.
Tra le tante domande che aspettano una risposta c’è quella sull’acquisto di una quota pari a 100 mila euro della Società Mozart s.r.l., proprietaria della nuda proprietà dell’Auditorium del Liceo Musicale. Manca ancora – e non se ne capisce il perché – il parere della Corte dei Conti, sollecitato dall’ex membro del cda Franca Vallino, dimissionaria proprio per
questo.