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TRINO. «Il Governo non tergiversi oltre e pubblichi ora la Carta dei siti dove fare il Deposito Nazionale»

«Autorizzate entro fine 2020 la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) a ospitare il deposito nazionale per le scorie radioattive»: è la richiesta che, in una lettera inviata nei giorni scorsi, comitati e associazioni ambientaliste rivolgono a Sergio Costa, ministro dell’Ambiente, e Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico.

A sottoscrivere l’appello sono la portavoce del Comitato di vigilanza sul nucleare Giuliana De Gasperi, la presidente di Legambiente del Vercellese e della Valsesia Enrica Busti, la presidente di Legambiente Ovadese e Valli Orba e Stura Michela Sericano, il presidente di Pro Natura del vercellese Umberto Lorini, il presidente di Italia Nostra Vercelli Giovanni Reina e il presidente della Lipu Vercelli-Biella Giuseppe Ranghino.

Le associazioni hanno inviato la lettera anche ai presidenti ei alcune commissioni di Senato e Camera. Fanno presente che in Piemonte - a Saluggia, Trino e Bosco Marengo, è stoccata “temporaneamente” da alcuni decenni la maggior parte dei rifiuti radioattivi italiani, in siti non idonei alla loro conservazione. Ricordano che il “Programma nazionale per la gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi”, pubblicato nel 2019 dopo una lunga gestazione, prevede la realizzazione del Deposito Nazionale «in tempi ragionevoli».

La sua individuazione è regolamentata da una procedura in più tappe: la prossima è la pubblicazione della Cnapi, carta redatta da Sogin in base ai criteri della Guida tecnica 29 di Ispra e consegnata nel 2015 da Sogin ai Ministeri e successivamente integrata.

«E’ assurdo - scrivono gli ambientalisti - continuare a mantenere una simile quantità di materiali radioattivi in aree del tutto inidonee per la vicinanza ai fiumi, alle falde, alle zone abitate. Occorre trasferire al più presto questi materiali pericolosi in un sito meno inidoneo, scelto con oggettività e trasparenza in modo che possa rappresentare la soluzione caratterizzata dal rischio più basso possibile». Chiedono quindi che «i Ministeri diano al più presto, e comunque entro la fine del 2020, il nulla osta alla pubblicazione da parte di Sogin della proposta di Cnapi, del progetto preliminare e della relativa documentazione, per poi proseguire con la consultazione pubblica, la convocazione del seminario nazionale e la raccolta di osservazioni, secondo quanto previsto dal Programma nazionale. Senza “scorciatoie” di comodo o, peggio, “mercanteggiamenti” con enti locali o procedure furbesche che esulano da quanto previsto dalla normativa. Continuare a rinviare la pubblicazione della Cnapi e le tappe successive - concludono - non significa “non decidere”, bensì decidere di mantenere come deposito nazionale del materiale radioattivo gli inidonei siti attuali».

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