Una nuova società consortile che si occuperà della manutenzione ordinaria delle strade. È questo quanto presentato, prima in commissione e poi in consiglio, dalla sindaca (e assessore alle partecipate) Elena Piastra.
“Si tratta- spiega la prima cittadina - di una decisione diversa rispetta al passato quando si facevano società che servivano a tenere insieme tutte le manutenzioni possibili per 20 anni, questa invece è una gara a 9 anni, solo su un oggetto, strade, come detto in campagna elettorale. Abbiamo sempre detto che avremmo spacchettato, infatti abbiamo fatto una gara in accordo quadro sul verde, una sulle strade e invece, sigli edifici, gestiremo di volta in volta. Si tratta di un percorso che ci garantirà stabilità, quindi ad individuare in un percorso non troppo lungo, nove anni, un ragionamento che serve a dare la massima continuità possibile alle procedure. Una volta individuata la società, potremmo pianificare tutte le attività da fare per i prossimi anni senza trovarci a fare gare ogni volte, l’obiettivo è rinnovare l’intera città, rifare tutte le strade e i marciapiedi. Le condizioni rispetto al passato sono diverse, prima c’erano gare a vent’anni con tutti gli oggetti insieme, oggi è una cosa diversa. C’è una società consortile, è vero, ma c’è una ratio politica profondamente differente rispetto al passato”.
Eppure, non la pensa così l’opposizione che punta il dito sull’azione promossa dalla sindaca. “In precedenza, - spiega il capogruppo della Lega, Antonio Mencobello - questo tipo di società consortile, dentro il Pd, era stata fortemente contestata, in particolare da chi si presentava come candidato sindaco. Oggi, invece, la nuova amministrazione, che doveva essere di cesura rispetto al passato, si è allineata a quello che si faceva prima. Dopo di che questa nuova società si occuperà della manutenzione delle strade in via non esclusiva e anche questo lascia qualche dubbio. La minoranza sta chiedendo spiegazioni sul perché ci sia stato questo cambio di idea da parte di chi oggi sta al governo della città”.
Perplessità anche da parte del vice capogruppo del Movimento 5 Stelle, Arnaldo Cirillo. “Per noi - attacca - non ha tanto senso fare un’altra società che gestisca i lavori insieme a Patrimonio. I tempi di assegnazione dell’appalto sono un po’ più corti rispetto al passato, 9 anni, ma sono comunque troppi e bloccherebbero qualunque decisione di una futura nuova amministrazione. Io lo avrei fatto di 5 anni, la lunghezza giusta è quella di un mandato elettorale, o al massimo di un anno in più, così, chi arriva, prende le misure della situazione”.
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