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Ivrea Calcio lascia il Pistoni. Sertoli & C. sapevano già tutto

L’Ivrea calcio se ne va. Basta! Emigra... Il prossimo campionato lo giocherà tra Albiano e Bollengo. Il motivo? E’ molto semplice... La autoreferenziata giunta del “cambiamento” se n’è bellamente fottuta di tutti i problemi legati all’impianto e alle manutenzioni. Morale? La commissione di vigilanza per il pubblico spettacolo, che già lo volta scorsa aveva dato un anno di deroga, adesso ha detto “No”, qui non c’è sicurezza e il pubblico non ci può stare. E pensare che il sindaco Stefano Sertoli sapeva già tutto non foss’altro che prima di vestire i panni del primo cittadino ha presieduto per poco più di un anno l’Ivrea 1905, società poi fusasi con il Bollengo per l’appunto nell’Ivrea Calcio. “Sapevamo di questa ispezione - commenta il presidente Davide Ravera Chion. Lo stadio non ha le caratteristiche necessarie per ospitare il pubblico anche riducendo a 1.474 la capienza che è di 4.600. Insomma non è agibile....”. Carenze sono state riscontrate nella cartellonista di emergenza, nell’impianto elettrico, nell’illuminazione degli spalti, nella copertura nella zona degli spogliatoi e sparpagliato un po’ qua e un po’ là un bel po’ di amianto. Inutile star qui a sottolineare che oggi si sommano varie negligenze delle amministrazioni comunali succedutesi a Palazzo di città quanto meno dal 2006. Fino ad allora, infatti, anche grazie ai soldi del presidente degli “arancioni” Giuliano Zucco, poi finito come tutti sanno a gambe all’aria, sullo stadio non c’era mai stato un problema che fosse uno... L’ispezione La doccia fredda è arrivata giovedì 3 settembre con l’ispezione. Presenti in tanti. Oltre ai dirigenti della società, anche l’Asl, gli amministratori comunali e alcuni  dipendenti dell’ufficio tecnico. “Abbiamo un elenco con tutte le prescrizioni - stringe i denti Ravera Chion - Ci darebbero la possibilità di giocare le partite casalinghe, ma senza pubblico...Questo non è possibile. Il Covid ci ha già messo in ginocchio e senza i soldi del bar e degli ingressi alle partite per noi è impossibile continuare a pagare i canoni.... ”. Insomma, l’ennesima tegola in una stagione, causa Covid, già difficile di suo... Parliamo di una società importante con più di 250 ragazzi tesserati e la prima squadra in Promozione. Poi la Juniores  e altre quattro squadre giovanili agonistiche iscritte al campionato regionale. S’aggiunge la scuola calcio Elite con istruttori patentati e la Juventus school accademy. Da qui in avanti le decisioni sono tutte a senso unico a cominciare dalle trattative per l’utilizzo degli impianti di Strambino o Albiano e Bollengo, questi ultimi due da dividere con l’Ivrea femminile militante in serie C e con la nuova compagine “La Serra”. “Ora che partano e si concludano i lavori ci va del tempo - scuote la testa Ravera Chion - Sicuramente per 6 mesi andremo a giocare da un’alta parte ...”.  “Continueremo però a utilizzare il campo Eporedia per gli allenamenti....” è la sua amara sintesi.  Essendo l’impianto eporediese di proprietà comunale, tra i problemi da risolvere subito anche quello legato ai costi. Giusto per dare dei numeri, solo l’impianto di illuminazione del Pistoni ha un costo fisso, senza considerare il consumo di energia, di circa 6/700 euro al mese.  In totale la spesa dell’Ivrea calcio per stare lì dove sta s’aggira intorno ai 40 mila euro all’anno, tra canoni di locazione e manutenzione ordinaria... Tanti! Troppi!.  “Andremo a ridiscuterlo con l’Amministrazione comunale...”, passa e chiude il presidente. A Bollengo, di fatto, per l’Ivrea calcio non saranno tutte rose e fiori. A mettere le mani avanti per primo è stato il sindaco Luigi Sergio Ricca con un’ordinanza in cui, causa Covid e problemi di assembramento, ha ridotto da 400 a 160 il numero massimo degli spettatori.
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