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VERRUA SAVOIA. “Continuerò sulla mia strada”, Moscoloni ad un anno dal voto

E’ passato un anno abbondante dalle elezioni amministrative 2019. Un anno “particolare”, difficile, segnato su tutto dall’emergenza sanitaria del coronavirus che ha colpito anche un piccolo centro come quello di Verrua Savoia.

Ne abbiamo parlato con Paola Moscoloni, capogruppo di opposizione e già sindaco del paese dal 2014 al 2019 e, in precedenza, consigliere comunale e capogruppo di maggioranza.

Allora Moscoloni, che effetto fa stare dall’altra parte?

Fare opposizione può essere interessante ed istruttivo: le delibere le scandagli fino all’ultima parola. Per me significa guardare con molta attenzione alle decisioni che vengono prese.

In questo anno, che decisioni sono state prese a Verrua Savoia dall’amministrazione di Mauro Castelli?

Ad oggi, dopo un anno, posso dire che l’amministrazione comunale non si sa ancora bene che cosa voglia fare e dove voglia andare.

In verità, personalmente,  non mi aspettavo nulla da loro: ho visto in campagna elettorale che più che portare proposte loro, mi hanno attaccato su ciò che ho fatto io. Poi vedo che, oggi, rifanno le stesse cose che avevo fatto io: un esempio, l’illuminazione alla Rocca. Mi hanno accusata di lasciare le casse vuote, quando c’erano più di 500 mila euro di cui la metà non vincolati. Mi hanno accusata di non aver fatto interventi di manutenzione stradale quando nella relazione di fine mandato si dà atto di tutti gli interventi che ho fatto. Loro oggi non hanno i vincoli del patto di stabilità e del pareggio di bilancio: io sono il primo sindaco che ha dovuto fare i conti con questo. Eppure...

Eppure?

Faccio un esempio del loro modo di operare. I lavori per piazza San Giovanni appaltati a metà maggio 2019 avrebbero dovuto concludersi entro settembre 2019 e non sono ancora conclusi oggi. Hanno voluto fare delle modifiche al progetto per lasciare la loro impronta come Giunta, perché ciò che avevamo fatto noi doveva essere distrutto.

In campagna elettorale e, più in generale, ad ogni elezione si discute della Fondazione Eugenio Piazza che ha in gestione la Fortezza. Cos’è cambiato dalle elezioni ad oggi con la nuova amministrazione?

Nulla. E’ solo peggiorata la comunicazione perché non mandano nemmeno più gli atti delle assemblee al Comune.

Dunque, che amministrazione è quella di Castelli?

Un’amministrazione che ha gestito ciò che era stato fatto da me, che ha portato a compimento le opere che avevamo programmato, che ha fatto qualche manutenzione alla sede stradale  e nulla di più. Per ora non hanno toccato l’avanzo non vincolato di 250 mila euro. Hanno amministrato con i contributi che sono arrivati: vedremo.  Posso dire in generale che c’è molta approssimazione: la fortuna di Verrua Savoia è che si sono trovati bravissimi dipendenti.

E la tua opposizione?

Considerando l’emergenza sanitaria in atto, ho cercato di offrire la mia collaborazione. Anche quando è stato aperto il COC, della cui apertura tra l’altro ho scoperto per caso pur essendo un consigliere comunale. La mia disponibilità non è stata ovviamente presa in considerazione. Sono anche stata sbeffeggiata come quando mi sono resa disponibile per vagliare le richieste per i buoni spesa. Abbiamo ricevuto 8.696 euro dallo Stato e ho chiesto di poter, insieme, stabilire a chi, come, destinarli.  Ho mandato mail al sindaco, al capogruppo di maggioranza e al segretario comunale per essere coinvolta. Mi è stato  risposto che è il Ciss il soggetto deputato dalla normativa... E grazie, lo so anche io! Ma il fatto di conoscere certe realtà poteva essere un vantaggio. Non hanno voluto la mia collaborazione, evidentemente...  Mi spiace solo che ci sia poca trasparenza. Gli ultimi tre consigli si sono svolti uno in videoconferenza, non caricata sul web perché, mi hanno risposto, c’è un consigliere che a casa era con i propri figli minori - ma non credo che sia questa la motivazione - ed altri due a porte chiuse. Eppure si discutevano temi importanti per Verrua, come il bilancio di previsione ed il conto consuntivo.

Come sarà la tua opposizione nei prossimi quattro anni?

Come oggi, è difficile che mi passi la voglia: più trovo muri davanti, più sono stimolata. E’ sempre stato così fin da quando ero bambina. D’altronde  il mio lavoro è cercare soluzioni a situazioni che a volte non hanno soluzioni.

A Verrua Savoia si deve fare amministrazione e non politica, guardare al territorio e a tutti i cittadini. Ciò che mi ha dato molto fastidio, e che io non ho fatto, in campagna elettorale è stato denigrare un lavoro che veniva fatto in assoluta trasparenza, con impegno e serietà. Mi hanno fatto male gli attacchi alla persona, le denigrazioni, ma io non gli ho dato corda.

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