Va bene esprimere solidarietà. Ma c’è modo e modo. Secondo il presidente dell’Anpi di Ivrea e Canavese Mario Beiletti quella del vicesindaco Elisabetta Piccoli sembra rilasciata da un funzionario del catasto. “Come fosse una questione di pennelli che sporcano un muro – stigmatizza –No, ci dispiace, signora. No ci va giù questo suo calcare l’accento su “immobili del patrimonio comunale” ed “edifici privati”, che impatterebbero inoltre “sul decoro della città… e sull’area del patrimonio mondiale” aggravando i “problemi di manutenzione”. Quello che oggi impatta sulla città è invece una vergognosa rinascita della destra più becera, di un vomito neo nazi-fascista al quale non è estraneo un atteggiamento di fondo del suo gruppo in consiglio comunale, con le risate, la sottovalutazione, l’irrisione delle minoranze. Un copione perfettamente ripreso da altri casi simili, certo più gravi, ma che hanno la stessa origine: una destra violenta, negazionista, razzista. Lei non lo è? Lo dimostri! Corra fuori coi suoi colleghi, ogni giorno, ed ogni giorno cancelli e denunci. Faccia le ronde (non quelle padane): ecco il decoro. L’Anpi osserva la più rigorosa autonomia dai partiti, ma non è nata ieri, ed è in grado di capire dove “tira l’aria” in qualcuno di essi…”.
Beiletti ricorda gli ultimi gravi episodi di apologia del fascismo accaduti nel Paese. Tra questi, Trieste, Terracina, Predappio… “Ha presente l’aggressione squadrista in Consiglio Regionale di Udine ad opera dei fascisti di Casapound? – domanda a Piccoli – Sa che il consigliere Calligaris, parlando con questi fascisti, ha dichiarato che lui “a quelli gli sparerebbe tranquillamente”. Come se non bastasse, un responsabile della Protezione Civile di Grado pubblica un post in cui afferma che “stiamo organizzando gli squadroni della morte. Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio“. Dai pennelli di quattro deficienti al forno crematorio quanto è lungo il passo? Un metro, due… con o senza mascherina? No, lei non si preoccupi del decoro estetico, piuttosto di quello morale in cui sta scivolando la città. Perché, se conosce la Storia, saprà che se “quelli” dovessero avere il sopravvento, bivaccherebbero non solo in Parlamento, ma anche nei consigli regionali e comunali, e forse riterrebbero inutile anche lei….”
Per il resto l’Anpi non può che aderire a tutte le prese di posizione contro questa vergogna eporediese, firmate da tanti partiti ed associazioni, sottolineando ancora una volta che “la nostra indignazione non può né deve esaurirsi in un frettoloso presidio, in un flash-mob, che lascia il tempo che trova, e indifferenti i tanti che dai bar sorseggiano una bibita senza manifestare almeno vicinanza. Né possiamo coinvolgere le vittime, sapendo quanto siano vigliacchi e rancorosi questi vecchi e nuovi fascisti…”“Pretendiamo – conclude Beiletti – che siano le Istituzioni a far valere la Costituzione e il reato di apologia di fascismo. La denuncia andrebbe fatta proprio verso chi omette di farla osservare, pubblici ufficiali in testa. Chi ci sta?”
Le dichiarazioni del vicesindaco Elisabetta Piccoli
Purtroppo in questi giorni stiamo assistendo ad una escalation di episodi di inciviltà da parte di persone che imbrattano con scritte vergognose sia immobili del patrimoniocomunale che edifici privati. Le scritteinneggiano all’odio e all’intolleranza, sentimenti che ritengo debbano essere condannati duramente e in maniera risoluta. Tali comportamenti incivili inoltre impattano anche sul decoro della città e in alcuni episodi sull’area del Patrimonio Mondiale aggravando iproblemi di manutenzione che stiamo cercando di risolvere proprio in questo periodo. Sicuramente ci sono sensibilità diverse rispetto ad alcuni temi che però andrebbero affrontatinel rispetto massimo delle persone e queste scritte vergognose sicuramente contribuiscono soltanto ad acuire le divisioni e l’odio mentre oggi, soprattutto in un momento di difficoltà economica e sociale che stiamo vivendo, la città dovrebbe unirsi per superare insieme queste difficoltà.
Elisabetta Piccoli, vicesindaco Ivrea
Salizzoni: “Rumori scurrili utili a coprire il nulla”
“Le incivili scritte apparse su un muro della nostra Ivrea sono come rutti partoriti dal vuoto di coscienza e di conoscenza. Rumori scurrili utili a coprire il nulla di chi li ha emessi, e che costituiscono un insulto all’intera città”. Il vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Salizzoni commenta così le scritte razziste apparse in via Olivetti, la scorsa settimana. Salizzoni si rivolge direttamente alla vittima degli insulti, una giovane donna di colore ma italiana.“Graffiti vandalici di qualche nostrano ‘difensore della razza’, la cui matrice è da rinvenirsi in quella mistura di ignoranza, intolleranza e stupidità, che talvolta si traduce in gesti, simboli o parole che nulla hanno a che vedere con i valori fondanti la nostra comunità – aggiunge Salizzoni -. Una comunità di cui tu e la tua famiglia siete da sempre parte”.Salizzoni non è l’unico. La scorsa settimana è intervenuta anchel’assessore Giorgia Povolo (“Come assessore alle politiche sociali ma, soprattutto, come donna sono vicina alla nostra concittadina vittima di un’insensata violenza e le esprimo tutta la mia solidarietà. La diversità non può e non dev’essere dettata dal colore della pelle e non dev’essere questo un motivo per identificare la persona. Inconcepibile pensare che i tratti somatici o i lineamenti possano essere l’arma utilizzata per denigrare e aggredire...”) Gabriella Colosso di Lucy e Letizia Carluccio Lesca dell’Associazione Donne contro la Discriminazione (“Fa male che sia successo nella Città di Ivrea, una città da sempre impegnata nell’accoglienza, nelle battaglie per gli altri, nel dialogo aperto con tutti.Un segnale quello a cui abbiamo assistito, angosciante e deplorevole che non può essere sottovalutato e che va subito arginato. Siamo certe che Ivrea saprà far sentire la propria indignazione, la propria solidarietà incondizionata a chi subisce certi atti tanto vergognosi e deplorevoli...”.
Non in ultima il circolo di Rifondazione Comunista.“A poche settimane dalle infami scritte filo-naziste sui muri di via Dora Baltea, firmate del gruppo eporediese di estrema destra Rebel Firm - commentano - Ivrea riceve un nuovo pugno in faccia con le scritte razziste sui muri di un edificio dove abita una giovane donna dalla pelle più scura di quella dei pallidi e squallidi vigliacchi che hanno scritto “Via i negri e le negre” e lasciato un ratto davanti alla cantina della donna. Le mani che hanno premuto sulle bombolette potrebbero non essere le stesse, ma di sicuro lo stesso è il carburante che scatena questa esplosione di razzismo, di odio, di fascismo anche nella nostra città.Una città, una comunità, non abituata a gesti di intolleranza e razzismo, che anzi ha fatto della tolleranza, dell’accoglienza, della cultura, la sua cifra, compiendo però l’errore di credere che Ivrea sarebbe rimasta un’isola felice nel mare magnum dell’odio e del razzismo alimentato dalle forze di estrema destra e sovraniste. Forze che stanno crescendo sempre più in consensi in tutto il paese dopo che l’anti-casta generalizzato e il populismo più becero, con dall’altro lato un centro-sinistra che ha tradito molti valori della sinistra, ha spianato loro la strada...”
E Rifondazione il dito lo punta diritto sul centro-destra che dal 2018 governa Ivrea con la Lega come partito trainante. “Sta velocemente trasformando la città, sta dando forza a quella parte fatta di egoismi, di chiusura verso il nuovo, il “diverso”, verso la sperimentazione sociale e culturale, di revisione della storia, che pur di certo sempre esistita, fino a ieri rimaneva minoritaria e silente, ma oggi trova proprio nelle istituzioni locali la sponda ideale.
Da qui l’appello alla popolazione sana “di reagire a questa ondata di odio e razzismo, di non sottovalutare il fenomeno alle istituzioni pubbliche, a partire dall’amministrazione comunale di Ivrea, al Sindaco, al Consiglio comunale e a tuttii gruppi politici e civili, di esprimere forte condanna a questo e futuri atti di violenza razzista e si impegni per prima l’amministrazione eporediese a trasmettere sempre e solo i valori della tolleranza e dell’uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione nata dalla Resistenza...”.
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