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04 Agosto 2020 - 11:07
Discussioni accese nel consiglio comunale di Torrazza di venerdì 31 luglio. Cominciamo pubblicando il commento che abbiamo ricevuto dal consigliere Luigi Corna.
Daremo conto degli altri interventi quando nel sito del Comune verrà pubblicato l’audiovideo del consiglio: la seduta non è stata trasmessa in diretta e non sappiamo perché, considerato che era stata trasmessa quella del 29 maggio.
Oltretutto, il consiglio si è tenuto nella solita sala del consiglio, che è piccola.
Due sedie erano destinate ai tecnici della società FIFA, proprietaria del sito destinato allo smarino. Altro spazio era occupato da due carabinieri, in questo strano consiglio comunale “militarizzato”. Restava, a disposizione del pubblico, uno spazio sufficiente per assistere al consiglio in ragionevoli condizioni di sicurezza “covid”? Perché il sindaco non ha convocato il consiglio nel salone municipale, come ha fatto per la conferenza stampa di lunedì 3 agosto?
Luigi Corna comincia proprio parlando delle difficoltà incontrate da chi avesse voluto seguire i lavori del consiglio.
“L’ho fatto mettere a verbale: non comprendiamo perché non sia stato usato l’ampio salone comunale.
Invece si è reso più difficile al pubblico seguire in presenza la seduta di consiglio.
Dei pochi posti a sedere, due erano occupati da due professionisti incaricati dalla proprietà FIFA di illustrare al consiglio il progetto di “variante non variante”, cioè le modifiche urbanistiche che vengono apportate ai terreni destinati allo smarino. I cittadini potevano solo origliare da fuori, dalle scale. Ma con difficoltà, perché il Comune non ha nemmeno predisposto un sistema di trasmissione audio nelle scale”.
Corna prosegue sottolineando il clima di tensione nel quale si è svolto il consiglio comunale.
“Purtroppo ho dovuto assistere a un momento tristissimo della storia del Comune di Torrazza, quando il sindaco si è messo a urlare contro i consiglieri comunali che dissentono dalle sue granitiche certezze su tutti gli argomenti in discussione. Mi sono sentito dire dal sindaco: ‘Io l’ho lasciata parlare’. Ci mancherebbe! Siamo in consiglio per discutere e confrontarci democraticamente e non solo per assistere a una mera lettura degli atti amministrativi, che non sono degli “editti”.
Il consigliere ha poi affrontato il tema dello smarino.
“Resta ancora da chiarire quando l’amministrazione troverà il tempo per organizzare un’assemblea pubblica aperta a cittadini di Torrazza e del Chivassese. Una assemblea per illustrare il nuovo progetto, approvato dalla maggioranza il 27 dicembre 2019, che prevede il conferimento di 850.000 metri cubi del materiale di scavo del cosiddetto smarino. Da notizie di stampa apprendiamo che il sindaco ha convocato per il 3 agosto una conferenza stampa sulla “gestione dello smarino dello scavo della linea ferroviaria Torino-Lione nel sito di Torrazza Piemonte” con rappresentati di TELT, della Regione e di ARPA. Senza peraltro invitarvi i consiglieri di minoranza: evidentemente sono temi scottanti dei quali è meglio che i cittadini non siano troppo informati”
Infine Corna ha toccato uno dei temi caldi del consiglio. All’inizio il sindaco ha letto il decreto con il quale in giugno ha revocato alla consigliera Marinella Bracco la nomina ad assessore e a vicesindaco.
Al sindaco Bracco ha risposto dando lettura a un proprio documento.
“Come ho già dichiarato in consiglio facendo mettere a verbale, desidero esprimere la mia totale solidarietà e sostegno alla consigliera Marinella Bracco, ormai ex vicesindaco e assessore, per il modo ben poco elegante con cui il sindaco le ha tolto le deleghe.
La signora Bracco ha fatto bene a rimarcare le sue ragioni e a segnalare il vulnus contenuto nel decreto di revoca.
Il sindaco la critica per avere “in occasione di due votazioni… espresso il suo voto in maniera difforme rispetto a quello della maggioranza consiliare”. Questa critica cozza con il divieto di mandato imperativo contenuto nell’articolo 67 della Costituzione: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Il divieto di mandato è richiamato anche dallo Statuto comunale e dal Regolamento consiliare, e significa che ogni consigliere comunale può esprimere liberamente il proprio voto, secondo i propri convincimenti, anche in dissenso con la propria maggioranza”.
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