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SETTIMO. Uno spazio al cimitero per i defunti di altre religioni

SETTIMO. Uno spazio al cimitero per i defunti di altre religioni
Martedì 15 luglio, in commissione, l’assessore Luca Rivoira ha annunciato un cambio del regolamento della polizia mortuaria che prevede l’introduzione di uno spazio dedicato ai defunti di altre religioni oltre quella cattolica. Settimo, quindi, avrà una nuova area per le sepolture dei cittadini di religione islamica, buddhista ecc ecc residenti o deceduti sul territorio del Comune. Per il momento, si tratta solo di una modifica sulla carta. Prossimamente, poi, il Comune dovrà individuare uno spazio all’interno del camposanto cittadino e dare poi il via all’allestimento della zona. “Si tratterebbe - spiega l’assessore Rivoira - di un’area per altri culti, diversi da quello cattolico, per dare uno spazio nel nostro cimitero a persone di un culto diverso. È un grande atto di umanità, civiltà e visione del futuro. Non possiamo pensare che la nostra città debba rimanere monoculturale, l’apertura a culture diverse non va fatta solo in vita ma va anche verso i defunti. È un atto bellissimo che questa città introduce nel regolamento”. Uno spazio, pensato anche per le tante persone che, ogni anno, muoiono senza che nessun parente ne reclami il feretro. Numeri, questi, che nell’ultimo anno, anche a causa della pandemia sono sensibilmente aumentati. Parliamo di quei funerali di cui deve farsi carico proprio il Comune. “Siamo a 30 mila euro di spese per funerali di indigenti, - prosegue Rivoira - erano previsti 10 mila euro, inizialmente, a bilancio e abbiamo dovuto aumentare lo stanziamento. È un trend crescente che sta aggravando la nostra operatività, ci sono, poi, cose poco chiare sul tema: disinteresse delle famiglie che dichiarano di non poter far fronte alle spese funerarie, il Comune, quindi, deve dare degna sepoltura. Ci sono deceduti che restano lì in attesa di essere dichiarati indigenti, c’è un dramma per chi deve gestire questo servizio nel vedere persone trattate come sacchi di patate dai parenti, l’ente, invece, le tratta bene, dando loro il diritto alla sepoltura”.
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