Il Consiglio comunale del 10 marzo è durato appena 28 minuti scarsi. Lo dimostra il video della seduta pubblicato nel sito del Comune. Una beffa per i consiglieri Luigi Corna e Rocco Muscedra: le loro due mozioni no smarino, in un primo tempo comprese nell’ordine del giorno, erano state successivamente espunte dal sindaco Massimo Rozzino e quindi non sono state discusse. Eppure il tempo c’era: il consiglio si è riunito alle 18,30 e alle 19 era già terminato.
Una beffa non solo per i due consiglieri di minoranza, ma anche per i torrazzesi che vorrebbero sentire una parola chiara sullo smarino dal sindaco e dai consiglieri che lo sostengono (Alberto Baesso, Serena Bucci, Raffaella Lisa, Antonio Losurdo, Annamaria Memmo, Luca Palandri). I torrazzesi che vorrebbero sapere perché, dopo anni e anni di lotta contro la messa a deposito della smarino, a sorpresa nel consiglio del 27 dicembre 2019 il sindaco Rozzino e la sua maggioranza hanno espresso “parere favorevole” allo stesso smarino, nella stessa quantità, nella stessa cava.
I torrazzesi che nel maggio scorso hanno votato un sindaco che nel programma elettorale prometteva “opposizione alla scellerata eventualità della deponia dello smarino”, e che appena sette mesi dopo si è dichiarato favorevole.
I torrazzesi che vorrebbero sapere per quale ragione nei prossimi anni dovrebbero beccarsi il rumore dei sei convogli ferroviari di 19 vagoni – tre in arrivo e tre in partenza – che di notte faranno manovra nel fascio di binari appositamente costruiti lungo la Torino – Milano. E che dovranno aspirare le polveri eventualmente sollevate nel trasferimento dai vagoni alla cava.
I torrazzesi che vorrebbero sapere perché dovranno assaporare gli odori dell’impianto di bitume che sarà costruito alle spalle dell’abitato centrale del paese, nell’ex fornace Pautasso lungo la circonvallazione, mentre finora l’impianto era situato lontano, nel lato della cava verso Saluggia. L’impianto se ne va da quella porzione di cava perché lì sarà portato lo smarino.
Un consiglio comunale lampo: eppure gli argomenti erano importanti
Torniamo al consiglio comunale del 10 marzo. Pur privato delle due mozioni no smarino di Corna e Muscedra, l’ordine del giorno rimaneva affollato di argomenti importanti: ben dieci punti tra i quali il bilancio di previsione 2020 - 2022, la nota di aggiornamento del DUP 2020 - 2022, l’addizionale comunale IRPEF, il tasso di copertura dei servizi a domanda individuale e i gettoni di presenza dei consiglieri comunali.
Tutti argomenti che effettivamente avrebbero potuto richiedere ore e ore di discussione, di domande di chiarimento, di obiezioni, di controproposte. Come avviene in molti Comuni.
Il rischio di fare notte avrebbe dunque potuto rendere in qualche modo ragionevole la decisione del sindaco di togliere dall’ordine del giorno le mozioni no smarino di Corna e Muscedra. E invece argomenti così importanti per il paese sono stati sbrigati in 28 minuti…
Non una domanda, non una richiesta di chiarimenti, non una piccola proposta, non un modesto suggerimento… Niente di niente. I consiglieri hanno fatto scena muta per tutta la mezz’ora e si sono limitati ad alzare la mano per approvazione. Avevano in mano una cartellina contenente probabilmente gli atti in discussione: i consiglieri che si vedono nel video non li hanno nemmeno guardati. Non hanno preso un appunto che è uno.
Non hanno nemmeno trovato il tempo di proporre, ad esempio, e tenendo conto della grave situazione economica, una riduzione dell’addizionale IRPEF: è stata infatti confermata l’aliquota attuale. O qualche sgravio per il piccolo commercio… Eppure il Comune è sano economicamente. Si è privilegiata, come vedremo, l’assunzione di un nuovo dipendente comunale.
Il consiglio si poteva rinviare
Si può comprendere che, di questi tempi, i consiglieri avessero altro per la testa e avessero fretta. Le notizie erano preoccupanti. Quel giorno stesso il sindaco aveva chiuso gli uffici comunali. Il giorno dopo sarebbe entrato in vigore il decreto che vieta di uscire dal proprio Comune, ma già il 10 era consigliabile starsene a casa: e uno dei consiglieri di maggioranza viene da fuori. Ma allora il sindaco avrebbe potuto rinviare il consiglio, come avevano chiesto Corna e Muscedra. Non vi era urgenza di approvare il bilancio, visto che il 28 febbraio il governo aveva concesso una proroga fino al 30 aprile. A quanto sembra, il sindaco ha voluto approvarlo in fretta per procedere all’assunzione di un dipendente amministrativo insieme al Comune di Forno (la delibera è nell’albo pretorio). Ma è più urgente l’assunzione o la salute?
Queste considerazioni lasciano pensare che il sindaco abbia voluto evitare la discussione sulle due imbarazzanti mozioni no smarino di Corna e Muscedra. Tuttavia, Rozzino aveva ugualmente l’occasione perfetta per esporre le sue ragioni, per spiegare ai cittadini perché ha cambiato idea. Avrebbe potuto prendere la parola e pronunciare la classica “comunicazione” del sindaco e lasciarne copia agli atti. In consiglio, davanti ai consiglieri. Avrebbe potuto, ma non l’ha fatto.
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