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09 Marzo 2020 - 20:21
I polli a Montalenghe, la puzza a San Giorgio, ma anche a San Giusto e fin dove i venti vorranno portarla in Canavese.
Il nuovo allevamento intensivo di polli da poco autorizzato dall’amministrazione guidata dal sindaco di Montalenghe Valerio Grosso, ha fatto scoppiare la lite con il collega di San Giorgio, Andrea Zanusso.
“E’ innanzitutto una questione di metodo - sbotta Zanusso - perché per correttezza, Grosso avrebbe dovuto parlarmene”.
Il problema non è solo di confini, perché questa querelle Zanusso la interpreta in modo decisamente più ampio, vasto quanto tutto il progetto Made in Canavese: “Non si può ragionare per territorio un giorno e poi, quello dopo, arroccarsi dietro l’autonomia decisionale. Se è così c’è qualcosa che non va”.
La sensazione è che il problema vada ben oltre i polli e la puzza che potrebbero portare.
“Questo episodio apre una questione di metodo che non può essere trascurata. Grosso da sindaco ha agito legittimamente, ma dimenticando, innanzitutto che in conferenza dei servizi siederanno anche i confinanti e che San Giorgio e San Giusto potranno presentare le proprie osservazioni. Dal canto mio posso anticipare che andrò avanti in questa battaglia perché quei polli proprio non li voglio. Ricorrerò all’Avvocatura di Stato e al Presidente della Repubblica se ce ne sarà bisogno.
Inoltre, Grosso è in scadenza di mandato e mi domando con quale criterio abbia deciso di autorizzare un simile progetto che lascerà in eredità ad altri amministratori.
Infine è venuto da me a cose già fatte.
Ad autorizzazioni concesse. Cosa che né io, né altri colleghi ci siamo mai permessi di fare.
Quando ci sono in ballo dei progetti che in qualche modo coinvolgono i confinanti sarebbe meglio parlarne prima. Io l’ho sempre fatto. Ricordo, ad esempio quando si ventilava il progetto di un impianto di bio metano. Non me lo sono certo tenuto per me, l’ho condiviso fin da subito”.
Tornando all’allevamento intensivo di polli, Zanusso è molto scettico sul progetto: “Mi domando che vantaggio potrà portare un impianto intensivo che non paga oneri e che per sua natura produce odori molesti. Per non parlare della pollina (il letame prodotto dai polli) che verrà sparsa nei campi di tutto il territorio.
Ma è a tutto questo che pensiamo quando ci ritroviamo a parlare di uno sviluppo turistico ed economico del Canavese?
Questa presa di posizione mi pone molti interrogativi sulla direzione che prenderà Made in Canavese se queste sono le premesse di chi ambiva, in qualche modo ad un ruolo di rappresentanza di questo nuovo organismo”.
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