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SETTIMO. Accusati di minacce e stalking i proprietari di "Liberigatti"

SETTIMO. Accusati di minacce e stalking i proprietari di "Liberigatti"

Il tribunale di Ivrea

Accusati di minacce e stalking i proprietari di "Liberigatti"

Hanno minacciato con frasi scioccanti e video via social le persone che gli avevano impedito di iscriversi all’albo delle associazioni settimesi per gestire un gattile: ovvero l’ex sindaco Fabrizio Puppo, l’ex assessore Massimo Pace e due dipendenti del Comune di Settimo Torinese, Antonio Camillo funzionario del servizio Ambiente del Comune e una donna, Simona Vigliano, architetto responsabile del servizio Ambiente di Cossano Canavese. Tutti e quattro più il Comune di Settimo, attraverso l’avvocato Andrea Milani di Torino, si sono costituiti parte civile nel processo che si è aperto, mercoledì mattina, 12 febbraio, a Ivrea davanti al giudice Anna Mascolo e che vede imputati per diffamazione e stalking (quest’ultimo reato solo nei confronti dell’architetto) i settimesi Victor Marotta, 41 anni e il padre Pietro, 72 anni detto Petrus, rispettivamente presidente e vice dell’associazione animalista “Liberigatti”, che gestiva una colonia felina in città e che non avrebbe avuto i requisiti morali per iscriversi all’albo delle associazioni (per gestire un gattile o un canile bisogna essere iscritti da almeno un anno).

Mercoledì mattina il racconto più scioccante, in aula, è stato quello raccontato da Simona Vigliano, architetto responsabile del servizio Ambiente. Una vicenda, questa, tra il 2016 e il 2018 che l’ha costretta a modificare le sue abitudini. I Marotta, padre e figlio, le avrebbero rivolto via social network minacce pesanti come “portarle sulla scrivania degli animali morti”, “fargliela pagare”, farle fare “la fine dei gatti che trovavano morti per strada e bastonati” e che suo figlio “sarebbe rimasto per strada senza madre come i gatti”.

La donna ha raccontato anche di aver ancora paura e di aver addirittura pensato di cambiare lavoro perché se li trovava spesso nel parcheggio vicino al Municipio: “Posticipavo di un quarto d’ora il mio ingresso a lavoro”. E ancora: “Nel luglio 2017 ho fatto una denuncia contro ignoti dopo che ho trovato i vetri di casa rotti da pietrate tanto da costringermi a cambiare indirizzo”. Non solo, l’architetto ha raccontato di aver anche cambiato l’auto dopo averla trovata con la fiancata rigata. Una vicenda che l’ha segnata profondamente e che per un certo periodo l’ha costretta a rivolgersi a una psicologa: “Ho addirittura avuto un incidente d’auto a causa degli attacchi di panico”. L’architetto ha concluso raccontando anche di un furto misterioso avvenuto nel suo ufficio, il 5 novembre 2018, da dove erano sparite le pratiche su censimenti di colonie feline e due agende. In aula hanno ripercorso la loro vicenda anche l’ex sindaco Fabrizio Puppo e l’ex assessore Massimo Pace. Ogni volta che in città veniva recuperato un gatto morto ricevevano minacce. In particolare un video pubblicato il 24 maggio 2017 in cui Victor Marotta minacciava: “Puppo, Pace... vi piacerebbe se vostro figlio fosse così schiacciato? Siete vergognosi”.

L’ex primo cittadino ha raccontato al giudice che Pietro e Victor Marotta gli furono presentati dall’assessore Antonello Ghisaura: “Mi vennero presentati in occasione delle riunioni per il nuovo piano regolatore. All’inizio i discorsi e gli incontri furono anche cordiali. Poi arrivarono a minacciare mio figlio. All’inizio provai a trovare una mediazione. Ma non ci fu verso e così io e gli altri miei collaboratori decidemmo di presentare una querela nei loro confronti”.

Anche l’ex assessore Massimo Pace ha ricordato in aula come arrivò a conoscere Petrus e Victor Marotta: “Era il 2016 e li incontrai più volte perché avrebbero voluto gestire un gattile. Poi polemizzarono anche sulla gestione del canile, che ricordo non è comunale ma gestito in convenzione. Da assessore all’Ambiente sono rimasto molto colpito scoprendo l’astio che c’era in città sull’argomento gatti e cani. Proprio a Settimo fiore all’occhiello su questo tema con un progetto per le colonie feline che è stato poi riconosciuto a livello regionale. Addirittura a Settimo Torinese abbiamo un cimitero per i gatti”.

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