Non era vero niente? Non era vero ciò il sindaco di Torrazza Massimo Rozzino venne a raccontarci in redazione nell’aprile 2018? E cioè che la richiesta di ampliamento della discarica, mediante creazione della nuova cella 9, era stata respinta da Città Metropolitana: “Nessun tipo di rifiuto pericoloso e non pericoloso arriverà più in paese. …Questo significa che una volta esaurita l’ottava vasca, la discarica verrà chiusa”.
La società proprietaria della discarica lo smentisce nel comunicato che pubblichiamo integralmente in calce a quest'articolo. L’ufficio stampa ci scrive infatti: noi non abbiamo mai ricevuto alcun diniego conclusivo, il procedimento autorizzativo è in corso negli uffici di Città Metropolitana, siamo in attesa di una risposta definitiva e confidiamo che sia un sì.
Chi ha ragione? Lo capiremo nei prossimi giorni o mesi.
Attualmente la discarica di traversa Mazzini in località ex Fornace Nigra, nata nel 1990, contiene circa 800.000 metri cubi di rifiuti, distribuiti in otto celle o vasche. Fra il 2011 e il 2014 la società ottenne ancora qualche modifica dell’autorizzazione, come quella di ricevere materiale contenente amianto. Ma nel 2014 si sperava che tutto fosse finito e che la discarica, colmati gli ultimi volumi a disposizione, avrebbe definitivamente chiuso entro pochi anni.
Invece nell’aprile 2017 la società La Torrazza deposita in Città Metropolitana proprio la richiesta di realizzare una nuova vasca, la temuta “cella 9”, per complessivi 512.000 metri cubi di rifiuti pericolosi e non pericolosi, tempo di riempimento otto anni.
In giugno si svolge a Torino una prima conferenza dei servizi, nella quale il Comune esprime la propria contrarietà. A sua volta, Città Metropolitana, insoddisfatta del progetto, chiede alla società integrazioni e precisazioni. In ottobre la società invia le integrazioni. Che vengono esaminate in una seconda conferenza dei servizi nel marzo 2018: nemmeno questa volta Città Metropolitana è soddisfatta, tanto che – come precisa l’azienda – il mese dopo, in aprile, manda alla società una “una comunicazione di preavviso di diniego per motivi ostativi”. E forse qui Rozzino e i suoi colleghi dei Comuni vicini prendono un abbaglio: scambiano il preavviso di diniego per un diniego e stop, e vengono in redazione trionfanti ad annunciare la vittoria.
Ora temiamo che siano stati precipitosi. Come apprendiamo dal comunicato, la società infatti non si era arresa e aveva trasmesso a Città Metropolitana un documento dettagliato a “dimostrazione della sostenibilità pubblica e ambientale” e della “piena correttezza giuridica e tecnica del progetto”, oltre che della sua piena aderenza al piano regionale dei rifiuti approvato dalla Regione Piemonte.
La società ritiene dunque che il progetto “cella 9” abbia tutte le carte in regola per essere approvato, resta in attesa della risposta di Città Metropolitana, e confida che questa volta il giudizio sia pienamente favorevole.
COMUNICATO DE "LA TORRAZZA"
Nell’aprile 2017, La Torrazza S.r.l ha sottoposto all’esame degli Enti preposti il progetto di realizzazione della Cella 9. I criteri realizzativi del nuovo invaso, ai quali i professionisti autori del progetto si sono conformati, sono quelli previsti dalle migliori tecnologie di settore, espressamente recepite ed indicate dalle linee guida nazionali e comunitarie – le cosiddette Best Available Technology o BAT.
A valle dell’esame del progetto originale e nel corso delle riunioni della Conferenza dei Servizi, gli Enti, (nel caso specifico: CMTO, Arpa, Comuni di Torrazza, Rondissone, Verolengo, consorzio irriguo Roggia Natta, consorzio irriguo di Chivasso ed ASL), hanno richiesto degli approfondimenti su alcuni aspetti realizzativi e gestionali, al fine di massimizzare i già robusti presidi tecnici e procedurali posti a garanzia della salubrità e della conformità alle più stringenti normative di sicurezza.
La Torrazza, accogliendo le richieste della conferenza di servizi, ha trasmesso i documenti integrativi.
Nell’aprile 2018, la Città Metropolitana di Torino ha emesso una comunicazione di preavviso di diniego per motivi ostativi a cui La Torrazza ha dato riscontro con la trasmissione di un documento di dettaglio a conferma e dimostrazione della sostenibilità pubblica e ambientale e della piena correttezza giuridica e tecnica del progetto oltre che della sua piena aderenza al piano regionale dei rifiuti approvato dalla Regione Piemonte.
Depositate le ultime integrazioni richieste, la società è tuttora in attesa dei dovuti riscontri da parte degli Enti preposti.
Ci auguriamo che l’attenta verifica della documentazione trasmessa permetta agli Enti di esprimersi favorevolmente sulla realizzazione di questo impianto a servizio della comunità industriale piemontese che necessita di infrastrutture ambientali le quali, garantendo la continuità di servizi fondamentali come lo smaltimento dei rifiuti, ne possano anche aumentare la competitività contenendo i costi di esercizio".
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