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IVREA. Manital: verso l'Amministrazione controllata. Ecco chi c'era in aula. Tutte le dichiarazioni

IVREA. Manital: verso l'Amministrazione controllata. Ecco chi c'era in aula. Tutte le dichiarazioni

Manital protesta

Venerdì 31 gennario. Tribunale delle imprese di Torino. Il colpo di scena è arrivato quando l’amministratore delegato di Manitalidea, Luigi Grosso, ha chiesto  al giudice della sezione fallimentare Stefano Miglietta di ammettere la società alla procedura di amministrazione straordinaria con ciò dissociandosi dissociato dalle istanze di rinvio del procedimento e ha fatto presente che la procedura concorsuale può essere la strada per salvaguardare la società.  “La società - ha detto Grosso - si trova in stato di insolvenza (...). L’apertura di una procedura concorsuale pare essere l’unica via che consenta la continuità aziendale e la salvaguardia dei dipendenti, i quali vantano ad oggi un credito nei confronti della società di circa 14.500.000 euro..”.  E poi ancora che: “La società sarebbe in grado di produrre reddito e di pagare gran parte dei debiti se rimessa in condizione di piena operatività, tramite l’accesso ad un procedura concorsuale che consenta di sgravarla dall’attuale pressione dei creditori, i quali tra l’altro hanno ad oggi causato, con le loro azioni, un blocco dei conti correnti per 7.000.000 di euro e lo sfratto esecutivo dalle sedi locali di Ancona, Roma e Napoli...”. Grosso ha preso la parola nel corso del procedimento in cui si doveva accertare l’eventuale stato di insolvenza di Manitalidea a fronte di una mezza dozzina di creditori che hanno  avanzato istanze di fallimento.  Dall’altra parte, invece, Francesco Marrocco, per conto del presidente Giuseppe Incarnato, ha chiesto altro tempo.  “Il 15 gennaio - ha sottolieato Marrocco - la procura di Ivrea ha disposto il sequestro preventivo delle azioni della Manitalidea S.p.a. a danno della proprietaria IGI Investimenti S.p.a.. In questo momento è necessario un ulteriore confronto fra i membri del consiglio di amministrazione...”. Il giudice si è riservato di decidere. Lo farà il 4 febbraio.  Una seconda udienza è stata dedicata alla richiesta di due sindaci di revocare Giuseppe Incarnato dalla carica - assunta l’11 novembre 2019 - di presidente del cda. Anche in questo caso la decisione verrà resa nota nei prossimi giorni. Il tribunale ha nominato un curatore speciale della società, Maria Maccarrone, con l’avvocato Gaetano Piermatteo. E mentre nell’aula si discuteva fuori dal Palazzo di giustizia decine e decine di lavoratori si sono raccolti in presidio.  “È una vicenda - ha stigmatizzato Francesco Abatangelo di Uil Trasporti - che si sta trascinando da troppo tempo e si sta incancrenendo sempre di più. Qui si parla di 10 mila lavoratori in tutta Italia, un migliaio dei quali della nostra regione, e di persone che non prendono stipendi da 5 mesi. Alcuni committenti della società hanno pagato in surroga, ma altri, come la Fiat, no. E c’è chi fa orecchie da mercante”. Siamo preoccupatissimi - ha commentato uno dei partecipanti - perché non abbiamo idea dello stato dei conti dell’azienda e non sappiamo cosa succederà. Le attenzioni che ci dedicano da Roma sono largamente insufficienti. Eppure, per numero di lavoratori, siamo paragonabili all’Ilva”.   “Abbiamo avviato numerose azioni legali per il recupero degli stipendi di novembre e dicembre e della tredicesima mensilità dei lavoratori coinvolti. Molti committenti pubblici stanno pagando in surroga i dipendenti, mentre quelli privati nicchiano. Oggi capiremo se Manital avrà un futuro oppure no nel nostro territorio. Noi tuteleremo i diritti dei lavoratori in tutte le sedi competenti”, ha aggiunto Giovanni Bunone della Fisascat Cisl. “la situazione della Manital è ormai fuori controllo. - ha concluso Federico Bellono, della Cgil - Occorre un percorso che consenta di tutelare gli oltre 10 mila lavoratori interessati, di cui 1800 in Piemonte, sia in quanto creditori insieme a una miriade di professionisti e società, sia nella difesa dell’ occupazione nei cambi di appalto come accaduto in Fca. Si tratta di una vicenda scandalosa, su cui la magistratura dovrà far chiarezza”. In aggiunta a tutto questo c’è l’inchiesta della procura di Ivrea per truffa proprio nei confronti di Incarnato, denunciato dal vecchio proprietario, Graziano Cimadom dopo il passaggio di proprietà.  Chi c’era in aula? Per Manitalidea S.p.a. l’ing. Luigi Grosso, amministratore delegato della società, in rappresentanza del consiglio di amministrazione, con l’avv. Francesco Marrocco; - per il Collegio Sindacale della Manitalidea S.p.a. l’avv. Paolo Fabris, e personalmente i dott.ri Francesco Massolo e Roberto Musso, sindaci della società; - il dott. Miglia, non costituito, Amministratore giudiziale delle azioni della Manitalidea S.p.a., nominato in seguito al sequestro delle medesime disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ivrea; - per la Del Giudice Costruzioni S.r.l., l’avv. Iolanda D’Amore con il sig. Vincenzo Del Giudice personalmente; - per Energy Max Plus S.r.l. l’avv. Roberto Alberto per delega scritta dell’avv. Eliana Amendola, con il dott. Stefano Capetti; - per Trepiù S.r.l. e per Corrado Bertello, l’avv. Luca Pecoraro; - per Banca Farmafactoring S.p.a., l’avv. Daniela Carloni e l’avv. Alessia Augelletta; - per Serramenti Alluminio Fey s.r.l., l’avv. Leo Davoli per delega orale dell’avv. Paola Beata Getto e l’avv. Federica Ranieri; - per Gi Group S.p.a., l’avv. Cristiano De Filippi per delega orale dell’avv. Marisa Olga Meroni e l’avv. Paolo Giovanni Barenghi; - per i sigg.ri Senatore Vincenzo, Sarli Mario, Tarquini Vincenzo, Rossi Luciana, Bove Vincenza, Salerno Carmela, Galietta Celestino, Pellegrino Francesca, Pisaniello Immacolata, Iennaco Aniello, Di gregorio Marta e de Simone Antonio, l’avv. Maria Grazia Tripodi per delega orale dell’avv. Gerardo Tolino; - per Futuro 2000 s.r.l., l’avv. Elenio Todaro; - per Simply Società Cooperativa, l’avv. Marco Pugliese per delega orale dell’avv. Francesco Scacchi.  
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