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24 Gennaio 2020 - 14:26
“Ho paura. Ogni domenica e ogni volta che celebro la Messa in chiesa parrocchiale, sento salire l’ansia e il timore che qualche pezzo più grande di quelli che si stanno staccando da pareti e volta possa cadere e fare del male a qualcuno. Sono stanco e non pensavo proprio di vivere così questi anni del mio servizio sacerdotale”.
Don Gino Casardi, 81 anni il prossimo aprile, è alla guida della Parrocchia dei santi Vincenzo ed Anastasio dal 5 dicembre 1998 e in questi oltre vent’anni ha portato avanti interventi di restauro che hanno dato nuova vita a praticamente tutti gli edifici religiosi del paese: restauri sostanziali alla Cappella della Beata Vergine delle Grazie, il rifacimento totale della Cappella di San Rocco durante i lavori di ampliamento dell’Autostrada Torino-Milano, e poi il restauro della bellissima chiesa di San Francesco, senza contare gli interventi di ammodernamento della casa parrocchiale. Don Gino ha portato avanti anche molti lavori di manutenzione straordinaria nella chiesa parrocchiale, ma da due anni a questa parte, precisamente da poco prima di Natale 2017, si è trovato di fronte ad un problema più grande di lui. Nella chiesa intitolata ai santi Vincenzo ed Anastasio, pregevolissimo quanto pressoché unico in Canavese esempio di barocco piemontese, i fregi delle pareti e della volta hanno iniziato a staccarsi e cadere, diventando un pericolo per i fedeli e per lo stesso don Gino. E’ stata stesa una rete che serve a proteggere dalla caduta, ma è sicuramente una situazione alla quale si deve trovare una soluzione, sia per salvaguardare totalmente la sicurezza di chi frequenta la chiesa, si per salvaguardare il patrimonio artistico rappresentato dall’edificio. Una chiesa che per la sua bellezza ha sempre suscitato l’apprezzamento anche del Vescovo di Ivrea, monsignor Edoardo Aldo Cerrato, fin dalla prima volta che venne a Rondissone. “Ho presentato domande per la richiesta di contributi a tutti gli enti possibili – spiega don Gino -. Le offerte dei miei parrocchiani non possono certo, da sole, far fronte ad una spesa così grande”. E per parlare di preventivi, proprio nei prossimi giorni architetti, ingegneri e le restauratrici che stanno già lavorando nel Duomo Collegiata di Santa Maria Assunta a Chivasso, incontreranno il Consiglio Economico della Parrocchia: insieme a don Gino hanno già effettuato un sopralluogo ed ora illustreranno all’organo parrocchiale gli interventi da fare.
“Fortunatamente – ha concluso don Gino -, sembra non siano necessari importanti interventi strutturali, ma si tratterebbe di staccare e reinchiodare tutti i fregi, un lavoro comunque lungo e complesso, oltre a rivestire con la foglia in oro gli elementi che ne necessitano e dare una bella pulita a tutto, per togliere gli strati di polvere. Purtroppo, la chiesa parrocchiale è anche l’unica che può essere utilizzata in inverno, perché è la sola ad avere il riscaldamento: alla Cappella della Beata Vergine delle Grazie si celebrano le funzioni in maggio, a San Rocco per una settimana alla metà di agosto e nella chiesa di San Francesco all’inizio di ottobre per la festa del Santo. Nonostante l’età ho ancora tanto entusiasmo, un entusiasmo che, però, viene spento dal timore che accada qualcosa di spiacevole. Solo la scorsa settimana, ho raccolto un sacchetto di pezzi caduti a terra, che erano passati nello spazio che c’è fra la parete e la rete. Vorrei proprio dedicare gli ultimi anni di sacerdozio al restauro di questa chiesa, con l’aiuto di tutti, per ridarle nuova vita, così come è stato fatto con le altre”.
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