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CIRIÈ. Devietti-Pd, secondo Novero questo matrimonio s'ha da fare

«Un incontro tra Loredana Devietti e il Partito Democratico? In linea di massima... perché no? Viviamo in una stagione dove il campo va allargato, non ristretto».  A dirlo è il giornalista Giuseppe Novero, ex sindaco democristiano di Ciriè dal 1985 fino all’89, quando decise di lasciare la guida della città dei D’Oria - divenne primo cittadino l’attuale vice sindaco Aldo Buratto - per dedicarsi all’attività professionale ai vertici di Mediaset. Non un ciriacese qualunque, insomma. Anzi un amico e un punto di riferimento per Loredana Devietti. Quattro anni fa Novero fu infatti tra i primi a tirare fuori il suo nome come papabile sindaco. E poi, durante la campagna elettorale, decise si sostenerla pubblicamente perché, a suo dire, «in grado di accompagnare la città ad una svolta». E adesso? Per arrivare alle elezioni di acqua sotto i ponti ne deve ancora passare, ma i vari schieramenti stanno cominciando a muoversi. Tra le ipotesi, quella di una corsa unitaria con Devietti candidata sindaco e gli esponenti del Partito Democratico a sostenerla. «Un’Amministrazione comunale - sostiene Novero - ha sempre bisogno di avere una disponibilità di persone esperte in vari settori per un impegno amministrativo e sicuramente anche nel passaggio tra un mandato e l’altro la panchina dev’essere allungata». E poi non ci sarebbero tutti questi ostacoli... «Non ci sono ragioni ideologiche che separino la sindaca e il Partito Democratico, anzi viviamo una stagione dove queste differenze si sono molto annacquate, e nell’ambito locale contano ancora meno. Semmai è necessario ragionare su alcuni progetti, punti essenziali di programma, che possono essere la base di un incontro.  È su questo che si gioca in qualche modo la partita, sopra una visione comune di città su cui far convergere anche le ambizioni di tutti i concorrenti in gioco».

Secondo l’ex sindaco, Devietti non deve però abbandonare la connotazione “civica” che l’ha premiata alle scorse elezioni. Insomma, sì agli esponenti del Pd ma non al simbolo del Pd. «Amministrare oggi vuol dire confrontarsi con risorse limitate e con tutte le difficoltà che conosciamo. Credo che in una situazione come quella di Ciriè l’esperienza civica possa essere in grado di stimolare l’incontro di figure professionali, anche espresse dai partiti, capaci di mettersi insieme per uno sforzo comune”.

Chissà che la Devietti non ci stia ragionando. Sicuramente ci ha già pensato qualcuno tra i dem. «Se sono più favorevole o contrario ad un eventuale accordo con Devietti? Non pregiudizialmente contro, come ho sempre detto - ha dichiarato qualche giorno fa il segretario del Pd, Luca Capasso -. Anche perché una parte del nostro percorso politico l’abbiamo fatto insieme a lei e ad altri attuali componenti della giunta. Poi certo non condivido alcune scelte fatte da questa Amministrazione».

Anche la deputata del Pd Francesca Bonomo, dalle colonne di questo giornale, aveva aperto ad una soluzione di questo tipo. «Purtroppo la batosta del 2016 si fa ancora sentire, eccome  - aveva detto -. Loredana Devietti è una persona capace, autorevole e di grande esperienza, ma in questi quattro anni ha avuto forse al suo fianco una squadra un po’ debole e inesperta. Credo che un’apertura al dialogo, da parte del Pd ma anche da parte della sindaca, ci possa stare: in fondo le idee non sono poi così distanti. Insomma, un tentativo lo farei…».

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