Lo scorso primo dicembre, mentre Greta Thunberg era a Torino, alcuni giovani di Ivrea hanno ripulito alcuni angoli della città lasciati al degrado. Insomma hanno deciso di mettersi in gioco e lo faranno, da qui i avanti, con tutto il dispendio di energie che sarà necessario. Sonoil gruppo locale di Fridays For Future. Hanno tra i 14 e i 22 anni e due sono i referenti: Beatrice Argentero e Andrea Marcone.
Al primo punto dell’agenda, l’indifferenza con cui, il 30 luglio dello scorso anno, l’Amministrazione comunale filo-leghista, guidata da Stefano Sertoli, ma in quel momento portata a spasso come le Bela Maria dalla consigliera leghista Anna Bono, ha risposto picche e addirittura bocciato una mozione sull’emergenza climatica a firma del consigliere comunale Francesco Comotto.“Bono ha esordito - commentano i ragazzi del Fridays for future - affermando che l’origine antropica del cambiamento climatico è una “congettura”, citando noti scienziati negazionisti come Rubbia e Zachichi. Sono pochi i cittadini a esserne a conoscenza, ma noi non possiamo più accettare l’indifferenza dell’Amministrazione e per questo abbiamo scritto una lettera al Comune e creato una petizione per chiedere la dichiarazione dello stato di emergenza climatica e ambientale. In questo modo, se il Consiglio non approverà nuovamente la mozione, questa volta ci preoccuperemo di rendere la cittadinanza consapevole della decisione, in quanto suo diritto. Il negazionismo non è più tollerabile e per dimostrare che la cittadinanza è interessata alla tutela del proprio futuro, abbiamo bisogno della collaborazione di tutti!”
Per questoi ragazzi di «Fridays For Future» hanno lanciato una petizione e scritto a tutti i consiglieri comunali chiedendo più impegno per l’ambiente, nonchè l’approvazione di una mozione.
La dichiarazione di emergenza climatica poi, secondo i giovani di Fridays For Future, dovrà essere accompagnata da alcune iniziative a cura del Comune. E tra queste l’adesione a «CineAmbiente TV», abbonando le scuole al servizio per accedere alla visione di documentari e film sull’educazione ambientale; l’abolizione della plastica monouso entro il 2021 e come atto simbolico la donazione di borracce a tutti gli studenti e ai dipendenti comunali; la promozione dei mezzi di trasporto alternativi a partire dalle bici, mantenendo aperto il dialogo per la ciclovia con Aosta; edifici pubblici più efficienti dal punto di vista energetico e utilizzo di fonti di energia rinnovabili.“Riteniamo - scrivono - che le amministrazioni locali possano giocare un ruolo fondamentale nell’ incentivare buone pratiche.L’uomo ha già compromesso in modo irreversibile l’ecosistema terrestre e la propria sopravvivenza. I dati sul riscaldamento globale sono allarmanti. Salvo azione immediata, la temperatura globale aumenterà di più di 3°C entro il 2100, con effetti devastanti sull’ecosistema terrestre e sulla specie umana...”.Il rapporto
La situazione sarà particolarmente drammatica nell’arco alpino, che, secondo L’Agenzia Europea dell’Ambiente (European Environmental Agency), vedrà un aumento di 1°C circa. Di conseguenza, la probabilità di incendi durante la stagione estiva crescerà del 150%, e ne abbiamo già osservato i primi effetti con le situazioni di allerta sulle montagne torinesi nella primavera del 2019. Invece, durante la stagione invernale, il manto nevoso si ridurrà del 30% e il limite delle nevi perenni si sposterà di 300 – 600 m in altitudine con evidenti conseguenze per il sistema idrologico alpino. I ghiacciai hanno già perso circa metà del loro volume dall’inizio del 1900 riducendo l’effetto albedo, ovvero l’effetto per cui le superfici bianche dei ghiacciai riflettono di più la luce rispetto alle superfici scure rocciose. Quindi, non assorbono il calore della luce del sole, ma lo respingono. La fusione dei ghiacciai, insieme agli inverni più caldi e all’aumento delle precipitazioni (aumento di 17.5 mm per decennio con picchi in inverno e drastiche diminuzioni in estate), causerà un incremento della portata d’acqua dei fiumi (circa 19% in inverno). Questo incremento è da monitorare perché avrà un forte impatto a fondo valle, dove potranno verificarsi eventi estremi, come esondazioni dei corsi d’acqua. Un milione di specie animali e vegetali sono a rischio estinzione a causa dei cambiamenti climatici e delle conseguenze ad essi legate, già approfondite.
Non c’è tempo
Secondo l’ultimo rapporto IPCC-ONU (2018) l’umanità̀ ha tempo fino al 2030 per limitare l’incremento della temperatura a 1.5°C. Poi i danni al clima saranno irreversibili. In tal senso, il più importante accordo stipulato fra le nazioni nel tentativo di limitare i danni di questa crisi è l’Accordo di Parigi, sottoscritto nel dicembre del 2015 da 192 Nazioni, tra cui l’Italia. Tuttavia, nessun paese del G20 sta intraprendendo reali sforzi per il rispetto di questi accordi, richiesta che sta infatti al centro delle rivendicazioni di FFF, in quanto fondamentale punto di partenza per il contrasto della crisi climatica in atto. Proprio come impegno da parte delle istituzioni nel contrastare i cambiamenti climatici, anche nel rispetto degli accordi internazionali, quest’anno è già stato dichiarato lo stato di emergenza climatica in diversi paesi, come Regno Unito, Irlanda, Scozia, Germania e nuova Zelanda. Inoltre, più di 600 consigli comunali in tutto il mondo si sono impegnati formalmente davanti ai cittadini a ridurre le emissioni di gas climalteranti, anche in tempi più brevi rispetto ai termini previsti negli Accordi di Parigi. In Italia sono 7 le regioni ad aver approvato la dichiarazione e 72 i comuni, fra i quali Torino, e 18 di essi sono in Piemonte. Ma la dichiarazione di emergenza climatica è stata anche approvata dal Parlamento Europeo il 28 novembre 2019 e poi della Camera italiana l’11 dicembre 2019.
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