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03 Luglio 2019 - 11:59
Il sindaco Lamberto Marchesin
Si torna a parlare della scolmatore di Riolasso, un progetto vecchio di 19 anni, i primi studi, infatti, risalgono al 2000. Un intervento fondamentale per tutta la zona e che dovrebbe vedere la partecipazione di un’associazione consortile tra i comuni di Ivrea, Banchette, Cascinette di Ivrea, Fiorano, Montalto Dora e Samone. Un’opera, finanziata interamente dalla Regione, da più di un milione di euro. Lavori necessari per limitare il rischio di nuove esondazione da parte dei torrenti presenti in zona. Negli ultimi venti anni, infatti, il fenomeno si è verificato tre volte: nel settembre 1993 e novembre 1994 le acque in eccesso hanno riattivato il ramo ovest della Dora Baltea; nell’ottobre 2000, hanno riattivato anche i rami sud (piana compresa tra Salerano, Samone e Pavone) e sud-est (piana compresa tra Banchette e Ivrea). Il confronto con gli eventi storici, indica che quello dell’ottobre 2000 è il più grave dell’ultimo cinquantennio.
In queste occasioni la rete idrografica minore, essenzialmente costituita dal Rio Rialass, affluente del Rio Ribes, il Riale dell’Acqua Rossa e la rete fognaria comunale non sono riuscite a smaltire efficacemente le loro acque, contribuendo ad ampliare il fenomeno a livello locale e ad aggravare i danni. Il territorio del Comune di Fiorano si sviluppa proprio nel settore laterale destro dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, in parte in ambiente collinare, dove affiora estesamente il substrato roccioso, ed in parte nella pianura alluvionale legata essenzialmente all’azione di erosione e deposito operata dal fiume Dora Baltea. Il corso d’acqua che segna marcatamente il territorio di Fiorano, pur non attraversandolo direttamente, è il proprio fiume Dora Baltea. Esso è infatti alimentato da ghiacciai e presenta un vasto bacino imbrifero con caratteristiche montane. Le portate sono normalmente consistenti con massimi notevoli nei periodi: aprile- giugno e settembre-ottobre. Infatti in questi periodi, alle abbondanti precipitazioni si aggiungono le acque derivanti dallo scioglimento delle nevi. In casi eccezionali, come quelli verificatisi nel corso degli eventi alluvionali del settembre 1993, novembre 1994, e ottobre 2000 le acque di piena hanno invaso la piana superiore producendo danni e disagi agli abitati di Fiorano, Salerano, Banchette, Samone, Loranzè. Nel corso dell’evento del giugno 2002 e del maggio 2008 le acque hanno invaso esclusivamente la piana inferiore arrivando a lambire nel 2008 la base degli argini nel frattempo realizzati a tutela dell’abitato di Fiorano.
“Si tratta di un’opera importante - racconta il sindaco Lamberto Marchesin - che metterebbe in sicurezza un’area dal nostro comune che non è difesa solo dagli argini in quanto l’acqua arriva anche dalla collina. Il progetto è vecchissimo e ora i soldi sono finalmente arrivati e la Regione ci ha invitato a procedere nel più breve tempo possibile. Noi, però, siamo un piccolo comune, non abbiamo grosse capacità di cassa, quindi dovremo studiare il metodo migliore per mettere in atto il tutto. Ci saranno da aggiungere alcune risorse anche per la progettazione e i lavori. Tutte cose a cui stiamo già lavorando, il territorio aspetta la costruzione di quest’opera da 19 anni”.
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