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12 Giugno 2019 - 11:32
Stop ai gettoni di presenza per i consiglieri comunali. Questa la decisione del segretario del Comune di San Mauro Gerardo Birolo.
Secondo il funzionario, infatti, la cifra incassata dai consiglieri comunali (27,89 euro per ogni consiglio comunale) entrerebbe in contrasto con la normativa nazionale.
Insomma, sarebbe illegale.
Un’illegalità che andrebbe avanti dai primi anni 2000.
Per i comuni tra 10 mila e 30 mila abitanti, infatti, la legislazione stabilisce un gettone di 22,21 euro, con la possibilità di incrementarlo, in casi speciali, fino a 23,32 euro. Dunque, secondo Birolo, il rischio, per i consiglieri, è che la Corte dei Conti si accorga del presunto “illecito” e chieda indietro le cifre percepite negli ultimi anni incriminando i protagonisti, eventualmente, per danno erariale. Casi simili, a dire il vero, si sono verificati lungo la nostra penisola anche se, sul tema, le sentenze dei tribunali non seguono una linea univoca e spesso entrano in contrasto tra loro.
Il segretario comunale sta lavorando su questo, ormai, da mesi e ha già sottoposto il tema, più volte, all’attenzione della presidente del consiglio e dei membri del parlamentino locale per invitarli a “legiferare” in merito.
La questione si sarebbe dovuta discutere nel consiglio comunale di lunedì 3 giugno ma la maggioranza ha scelto (non si è capito perchè) di non leggere il punto (che sanciva lo stop dei gettoni di presenza) e rimandare la discussione al momento della presentazione di una nuova delibera che regolamenti i gettoni di presenza. “Meglio non parlare di queste cose davanti ai cittadini”, avrebbero detto consiglieri di maggioranza e qualcuno di minoranza.
Ora, quindi, la palla passa al consiglio comunale che dovrà decidere cosa fare. Nel frattempo, però, il segretario ha deciso di non pagare più i consiglieri da qui a data da destinarsi come specificato nella sua relazione.
“Questo ufficio - scrive Birolo - ritiene che la delibera del consiglio 49/2001 e la conseguente determina 54/2006 siano divenute inefficaci, in quanto sono venute meno (per abrogazione) le norme di legge che sorreggevano tali provvedimenti; conseguentemente ritiene che sia oggi necessario procedere a formale verifica del permanere delle condizioni che hanno determinato il Consiglio a deliberare l’incremento dell’importo del gettone, riportando il medesimo entro i limiti massimi. Qualora invece questo Consiglio intenda confermare la vigenza ed efficacia della deliberazione citata, occorre una presa di posizione formale, mediante apposita deliberazione, che confermi quanto deliberato negli anni passati. In mancanza di esplicita delibera del consiglio che confermi l’importo del gettone come deliberato questo ufficio non potrà dar corso alle liquidazioni”.
Una situazione che la presidente del consiglio, Lara Loi (Movimento 5 Stelle), ha così commentato.
“Abbiamo una relazione del segretario che ci dice che le delibere del consiglio comunale sono diventate inefficaci”.
Ma non è tutto, nel delirio totale del municipio c’è anche chi la pensa diversamente dal segretario. “Allo stesso tempo - prosegue la Loi - c’è un parere opposto da parte del responsabile finanziario dell’ente che ha descritto il provvedimento come ancora valido. Non è compito mio decidere cosa fare, spetta al consiglio comunale prendere una decisione in tal merito, in un verso o nell’altro. In ogni caso, per quella che è la mia competenza, io penso che il segretario abbia ragione”.
Il tema e “l’insabbiamento” della questione in consiglio comunale hanno mandato su tutte le furie la consigliera Paola Antonetto.
“Ho sentito dire che qualcuno si vergognava di parlare di queste cose in consiglio comunale, lo ha detto la Coppola, anche Lombardi nella capigruppo. Preferivano non discutere il tema davanti ai cittadini. Io non capisco quale sia il problema, io non rubo niente, i gettoni sono regolati da una legge e forse sarebbe anche stato utile discutere la cosa davanti ai cittadini per far capire a tutti che il consigliere comunale non si arricchisce. Ma poi, la tanto sbandierata trasparenza dei 5 stelle che fine ha fatto? La presidente Loi è in grado di svolgere il suo compito?”.
Critico anche il consigliere dei Due Ponti, Roberto Olivero.
“Non è l’euro in più o in meno a lasciarmi perplesso, figuriamoci, ma il fatto che si faccia riferimento a disposizione legislative che esistevano già tre anni fa, quando il segretario comunale arrivò qui. Come mai se ne accorge solo adesso?
E poi, perchè la presidente Loi non si è assunta la responsabilità di leggere la comunicazione sui gettoni di presenza? Perchè chiede a noi di deliberare sul tema quando in questo caso la competenza è del presidente del consiglio? Se non vuole assumersi certe responsabilità che ci sta a fare lì?”.
Per un’ulteriore delucidazione, infine, abbiamo sentito anche la ex segretaria comunale, oggi segretaria a Settimo, Ulrica Sugliano, dipendente del comune di San Mauro fino al 2016. Anche lei, all’epoca, si pose il problema.
“È passato tanto tempo ma, in quel momento, la responsabile del servizio finanziario (la stessa che c’è anche oggi, ndr) ci disse che era tutto in regola. Capisco, però, ci possano essere intepretazioni differenti, le leggi italiane sul tema sono interpretabili e non chiarissime”.
Il tema dovrebbe riapprodare in consiglio comunale a fine mese.
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