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20 Marzo 2019 - 12:16
Il comune di San Mauro sceglie di andare controcorrente, l’amministrazione ha deciso di non procedere all’acquisto delle azioni di Seta, la partecipata settimese che si occupa di raccolta differenziata. Un’operazione che, per San Mauro, avrebbe significato un esborso di circa 180 mila euro.
Il Consorzio di Bacino 16, l’organo che governa e gestisce il servizio di raccolta differenziata per più di 30 comuni, entro la fine dell’anno estinguerà la sua funzione in virtù di una legge regionale che prevede l’abolizione di tutti i consorzi. Tutti i comuni finiranno sotto un’unico ente che raggrupperà tutti i comuni dell’area metropolitana di Torino.
Ebbene, nel 2010, il Consorzio di Bacino 16, per conto dei comuni, quindi anche su indicazione di San Mauro, compra alcune quote di Seta, il 18,78% (pari a poco più di 2 milioni di euro). Il Consorio mette in piedi un mutuo per sostenere l’acquisto di quelle azioni. Il tempo, però, passa, il mutuo triennale scade, le azioni non sono state vendute ed il Consorzio è costretto a ricorrere ad un’anticipazione di tesoreria per una cifra vicina ai due milioni di euro. Una sorta di prestito che oggi va restituito.
Qui, quindi, entrano in scena i comuni. Il Consorzio, infatti, si ritrova con un disavanzo da coprire e delle azioni di Seta da vendere per “ripianare” quel “buco”.
Lo statuto della Seta prevede che la maggioranza debba essere in mano al socio pubblico e quindi quelle azioni possono essere acquistate solo dai comuni.
Le amministrazioni, quindi, si sono riunite un mese fa a Settimo per decidere come procedere. In questa sede, il comune di San Mauro si è astenuto di fronte alla proposta di acquistare le azioni di Seta.
Martedì sera (la decisione andava comunicata entro marzo), poi, l’assessore al bilancio ha ufficializzato la posizione del comune: niente acquisto, San Mauro non comprerà nessuna quota di Seta.
“La strada che portava all’acquisto delle azioni - ha spiegato la Mazza - è stata ufficializzata un mese fa, tra agosto e settembre, poi, il Consorzio dovrebbe chiudere, così ci è stato detto. Al momento, però, il Consorzio non ha prospettato soluzioni alternative rispetto all’acquisto delle quote. Noi non riteniamo, al momento, di andare in consiglio per presentare la delibera di acquisto delle azioni. Non andiamo su questa strada. Non abbiamo nessun interesse a diventare soci di Seta”.
Il comune di San Mauro, infatti, è l’unico del consorzio ad usufruire dei servizi di Seta senza esserne socio.
“Si tratta di un’azienda che non ha mai dato un serizio ottimale - continua Mazza - una ditta che è stata sull’orlo del fallimento. Oggi è entrato un nuovo socio, per carità, ma noi non abbiamo avuto il tempo per valutare tutte le carte e non pensiamo che sia utile diventare soci di Seta”.
Anche perchè, la strategia della giunta sanmaurese sembra preveda che siano altri a pagare anche per San Mauro.
“In assemblea - spiega Mazza - hanno spiegato che con l’acquisto delle azioni da parte del 60% dei comuni il disavanzo sarebbe ripianato. Noi, dal canto nostro, se il Consorzio dovesse essere sciolto e si ravvisasse la presenza di un debito saremmo pronti a ripianarlo a seconda delle quote di ogni comune”. Insomma, sembra quasi che la speranza dell’amministrazione sanmaurese sia che siano gli altri comuni a pagare, anche per San Mauro.
“Anche perchè - spiega il sindaco Bongiovanni - le azioni di Seta potrebbero anche svalutarsi. Oggi Seta si occupa di raccolta differenziata ma non sappiamo cosa puo’ succedere tra dieci anni”.
La scelta della giunta di Bongiovanni ha scatenato le reazioni di alcuni comuni confinanti.
“San Mauro sta facendo melina - attacca il sindaco di Gassino, Paolo Cugini - nella speranza che altri paghino per lui. È vero che se il 60% dei comuni comprasse le azioni il disavanzo sarebbe coperto, l’amministrazione sanmaurese puo’ ragionare così, ma non si tratta di un comportamento corretto. Il Consorzio comprò quelle azioni su indicazione dei comuni, non fu la scelta di una mattina ma un percorso indicato dalle amministrazioni. San Mauro non vuole comprare le quote? Benissimo, allora sarebbe dovuto venire in assemblea con una proposta, cosa che non ha fatto. Pensa che ci siano dei responsabili per la situazione del Bacino? Li indichi. Un’amministrazione come quella di San Mauro, che non è a scadenza, dovrebbe assumersi a responsabilità di decidere su queste cose senza rimandare nella speranza di non pagare nulla”.
Crtico anche l’assessore alle partecipate di Settimo, Sergio Bisacca. “I grillini dovrebbero studiare, la stessa cosa che direi a Di Maio, non si puo governare così”.
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