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23 Ottobre 2018 - 16:18
elena piastra
E primarie siano, almeno sulla carta. Questo ha sancito il direttivo del Partito Democratico di Settimo Torinese andato in scena martedì scorso: 36 favorevoli, 4 astenuti, 7 contrari. La conta ai gazebo, sempre che si faccia, è stata fissata per domenica 16 dicembre.
La rincorsa era partita ufficialmente, alla fine di aprile, quando l’allora vice sindaco, Elena Piastra, sostenuta dall’80% del partito, portò nel direttivo un documento che sanciva, per la prima volta nero su bianco, la messa in dubbio della (ri)candidatura del sindaco uscente Fabrizio Puppo. Da lì in poi, da una semplice goccia è nata una vera e proprio tormenta, passando prima dalla cacciata di Nino Daniel (ex assessore ai trasporti) e, successivamente, dalla revoca dell’incarico da vice sindaco alla Piastra, in piena estate. Per finire, a inizio settembre, con le dimissioni della stessa Piastra. A ottobre, poi, la direzione regionale ha concesso la possibilità di celebrare le primarie in anticipo e, martedì, il Pd settimese, è arrivato alla definizione della data. Due gli schieramenti in campo: da una parte il sindaco uscente Fabrizio Puppo, sostenuto da una parte del Pd (gli ex margherita), dall’ex sindaco Aldo Corgiat (Liberi e Uguali) e dalla lista civica Insieme per Settimo. Con Piastra, invece, la maggioranza del Pd e un pezzo della civica che, da anni, in quel di Settimo, sostiene il candidato sindaco del Pd. Due gruppi che, al netto delle possibili primarie, potrebbero così dividersi: Puppo con un centro sinistra civico e Piastra con il simbolo del Pd.
Quindi? Tutto deciso? Macché! Tutto in alto mare: fissate le primarie, infatti, l’effettiva celebrazione delle stesse è ancora in fortissimo dubbio per un semplice motivo: il sindaco uscente, Fabrizio Puppo, le primarie, non le vuole fare e lo ribadisce chiaramente, aprendo la strada ad un suo possibile approdo (o ritorno) in una lista civica. “Io le primarie non le faccio. Sono un insulto nei confronti di un sindaco uscente. L’atteggiamento del partito continua ad essere pessimo. Io sarei disposto a fare un passo indietro qualora ci fosse la possibilità di candidare una personalità di alto profilo, ma mi pare che Piastra non abbia questa idea. Questo è un partito che è fuori di testa, una classe dirigente che ha fallito che perde tempo a fare le primarie, ma è normale?! Candidarmi altrove? Mah, vediamo, di certo ci sarò nel 2019, io sono uno civico…”.
Tra i sodali del sindaco uscente, Fabrizio Puppo, c’è anche chi, come il renzianissimo assessore all’urbanistica, Antonello Ghisaura, è pronto ad affilare i coltelli con un ricorso alla commissione di garanzia proprio contro il direttivo che ha sancito la data delle primarie.
“La delibera approvata martedì dal direttivo - puntualizza - è nulla e senza senso. Non rispetta le regole. Presenterò ricorso alla commissione di garanzia regionale, poi anche a quella nazionale. Arriverò anche in tribunale nel caso ci fossero gli estremi. Qui si parla tanto di cambiamenti ma non è cambiato nulla, c’è solo un nuovo gruppo che decide esattamente come quello precedente. Prima decidevano Corgiat, Lovera e Benedetto e oggi decidono altri. Non c’è stato nessuna mutazione nella gestione del partito”.
Totalmente opposta, naturalmente, la posizione della segretaria del Partito Democratico, Chiara Gaiola, che ha votato a favore della delibera per la celebrazione delle primarie.
“Penso - commenta - al di là della discussione, che sia già troppo tempo che si parla del tema e non si può tenere il circolo in ostaggio della burocrazia. Ritengo che quella delle primarie sia la soluzione migliore. Nulla toglie che si possano trovare strade politiche differenti nel frattempo”.
E a questo punto, se Puppo dovesse cambiare squadra, il simbolo del PD non potrebbe che andare all’ex vice sindaco Piastra come conferma la segretaria. “Certo, non potrà che essere così. Se Piastra dovesse presentare formalmente la sua candidatura e Puppo no, il simbolo del Pd sarà necessariamente con Elena Piastra”.
Sulla stessa linea anche il capogruppo del Pd in consiglio Daniele Volpatto: “Se avremo un solo candidato alle primarie il simbolo andrà a quel candidato, ma non lo decido io, lo dice lo statuto. Io credo che le primarie siano uno strumento utile e sono uno di quelli che vorrebbe che Puppo le facesse e accettare la sfida. Poi, se prima del 16 dicembre, si dovessero trovare soluzioni alternative ben venga”.
Tutto qui? No, manca ancora un pezzo. Al ritorno dalla nona edizione della Leopolda i renziani settimesi, tutti (sia quelli che sostengono Elena Piastra sia i supporters di Puppo) hanno creato uno dei primi comitati civici renziani italiani. E pensare che siamo solo a ottobre…
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