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05 Giugno 2018 - 23:16
L’intervento di Gad Lerner alla festa del Partito Democratico è iniziato da qualche minuto. Uno dei costinari si avvicina al palco e borbotta tra sé e sé. “Io sono stufo di questa gente di sinistra! Mio nipote cerca lavoro, non posso mica andargli a raccontare dell’articolo 18?!”. È tutta qui la sintesi della platea che domenica sera ha ascoltato l’intervento del noto giornalista che, riprendendo il libro da lui scritto sulla storia di Concetta Candido, ha descritto la città di Settimo come una sorta di periferia abbandonata dal mondo e il Pd come un soggetto praticamente defunto. “Sono alla festa - ha detto Lerner - intitolata ad un morto”. Insomma, pochi dubbi sulle idee di Lerner, tanti sull’opportunità di invitare un personaggio pronto a picconare sulla città e sul partito. Pronto a smontare tutte le politiche portate avanti dai governi di centro sinistra sostenute proprio da quei militanti che ieri sedevano tra il pubblico. Ci ha provato il deputato Stefano Lepri, anche lui al tavolo dei relatori, a riequilibrare la situazione citando i numeri relativi all’occupazione e alla sua crescita. Eppure, a fine serata, il nervosismo era palpabile tanto da far sbottare l’assessore Antonello Ghisaura.
“Ma a cosa serve invitare uno che viene a dire che Settimo fa schifo e il Pd è morto?! - ha attaccato Ghisaura a tarda sera - Per carità, va bene aprirsi al confronto, ma dover ascoltare uno che dice che il Pd è morto e che Settimo è una città devastata non credo abbia il minimo senso. Non ci trovo nulla di costruttivo. Abbiamo ascoltato una posizione disfattista che non capisco cosa possa portare al partito e ai militanti. Spero sia di lezione, spero che il prossimo anno si inviti qualcun altro”.
D’altronde lo stesso Lerner aveva etichettato Settimo, nel suo libro, come una città finita e i cittadini come “Lancia noccioline”, normale aspettarsi le medesime parole anche domenica sera. Meno normale, forse, invitarlo, di nuovo, per sentirsele ripetere.
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