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SAN MAURO. L'addio della città alla panettiera Daniela

SM Delpiano 10x15 Daniela Delpiano
Una persona curiosa, che apprezzava leggere e ascoltare musica. Appassionata di cucina, amante dello sport, in particolare del ciclismo. Grande lavoratrice, abile nel gestire la panetteria di famiglia, ma al tempo stesso persona generosa con il prossimo, chiunque fosse il prossimo, senza distinzioni di razza né provenienza. “Mi ha insegnato a vivere con gioia il dolore”. Con questa frase, breve ma davvero significativa, Maria Ferrero ricorda sua figlia Daniela, mancata la scorsa settimana a soli 47 anni. “Ha lottato fino all’ultimo secondo, ha insegnato a me ma anche agli amici come superare il dolore con dignità e tolleranza. Devo proprio ammetterlo: a me ha insegnato tanto, tantissimo”. Il male incurabile di cui soffriva alla fine ha avuto la meglio, ma non l’ha mai realmente sconfitta. Lei ha lottato con dignità e orgoglio.     Che Daniela Delpiano fosse una persona speciale lo testimonia il mare di folla accorso a tributarle l’ultimo saluto. Lo testimoniano i volti rigati dal pianto, le espressioni tristi, le frasi rimaste a mezz’aria. “Era così giovane…”. Daniela viveva a San Mauro da quando aveva poco meno di 4 anni. Aveva ereditato dal padre la gestione della panetteria di via Roma, il “Panificio Delpiano”. In quel negozio aveva iniziato ad imparare i primi rudimenti del mestiere, quand’era ancora piccola. Nonostante gli studi in architettura, aveva scelto di seguire le orme del padre. “Era una grande lavoratrice - racconta la madre -. Faceva il pane, e ogni volta che poteva aiutava in negozio di giorno ma anche di notte. Da quando è mancato suo padre lei ha dovuto lavorare di più, ma non si è mai lamentata”.     Nonostante il molto lavoro, Daniela non aveva mai smesso di coltivare i suoi hobby. A partire dalla lettura (“leggeva molto, ma non romanzi, libri istruttivi”), per continuare con la musica e la danza. Era appassionata di sport: abile nuotatrice, si cimentava anche nelle immersioni. “Andavamo al mare una volta all’anno. Ricordo ancora che mi portava dove l’acqua era alta, anche senza salvagente, nonostante io non sappia nuotare” racconta Maria. La sua vera passione, però, era il ciclismo. Aveva appena 4 anni quando suo padre le insegnò ad andare sulla bici da corsa. Ogni tanto facevano insieme il giro del Sestriere, quando il tempo glielo permetteva. L’abitudine di andare in bici da corsa le era rimasta negli anni, anche se sempre a livello amatoriale. E poi c’era la cucina. Daniela adorava cucinare: anche solo per se stessa e la madre preparava tavole imbandite di cibo. Mangiava sano, biologico, genuino, e in tutti i ritagli di tempo si metteva ai fornelli, liberando la sua creatività. Era cattolica praticante, quella che si suole definire una “buona credente”.     San Mauro voleva un gran bene a Daniela Delpiano. Tantissimi sanmauresi avevano potuto apprezzarla come commerciante, ma molti avevano avuto la fortuna di sperimentare anche la sua generosità. “Aiutava sempre le persone bisognose, ma di nascosto, in segreto, senza farlo sapere a nessuno. Le aiutava in qualsiasi modo, in qualsiasi circostanza. E senza alcuna distinzione di razza e provenienza. Era tutt’altro che razzista” ricorda la madre. Nell’ultimo periodo, il male incurabile di cui soffriva l’aveva messa in grande difficoltà. Eppure Daniela non aveva mai perso il sorriso, la voglia di scherzare, l’ottimismo. “Mia figlia aveva una grande personalità e una carattere forte - racconta Maria -. Il suo cavallo di battaglia era lottare contro ogni ostacolo, perché senza guerra non c’è vittoria. Lei, infatti, ha lottato fino all’ultimo secondo e ci ha insegnato con la sua tenacia che il dolore si vince con la forza della gioia. In lei c’era una sorgente di vita: affrontando la sofferenza, l’ha combattuta con dignità e grande forza d’animo”.     I funerali di Daniela si sono celebrati sabato 13 febbraio presso la parrocchia di San Benedetto, a San Mauro. Estremamente toccante e commovente è stato il momento in cui il feretro è stato trasportato a piedi dall’abitazione di Daniela, in via Milano, fino all’ingresso della chiesa, accompagnato da una folla immensa.    
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