AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
06 Aprile 2026 - 11:05
Baraggia, il fuoco torna a ferire la riserva: nuovo incendio nel pomeriggio di Pasqua
Non c’è stato il tempo di archiviare la paura che la Baraggia è tornata a bruciare. Dopo il vasto rogo dei giorni scorsi, che ha devastato una parte della Riserva Naturale e che, secondo quanto emerso, sarebbe di origine dolosa, un nuovo incendio è divampato nel pomeriggio di Pasqua nel territorio di Candelo, in provincia di Biella. Un ritorno dell’emergenza che riaccende l’allarme su un’area di grande valore ambientale e paesaggistico, già duramente colpita.
Le fiamme hanno interessato ancora una volta la Riserva Naturale della Baraggia, questa volta all’interno dell’area militare situata nel territorio comunale di Candelo. Un episodio che conferma quanto la situazione resti delicata e quanto il rischio, in queste settimane, sia tutt’altro che superato. Il nuovo incendio arriva infatti a pochi giorni da un precedente rogo di vaste proporzioni, che aveva già messo in ginocchio la riserva. Un fatto grave, reso ancora più inquietante dalla natura dolosa attribuita al primo incendio: un elemento che trasforma un disastro ambientale in una vicenda ancora più allarmante, perché dietro le fiamme non ci sarebbe soltanto l’imprevedibilità delle condizioni naturali, ma la mano dell’uomo.
Per contenere il nuovo incendio sono entrate in azione 6 squadre AIB, con un impiego complessivo di 25 volontari. Insieme a loro hanno operato il CoAIB, i vigili del fuoco e i carabinieri, impegnati sia nello spegnimento sia nella messa in sicurezza dell’area. La macchina dei soccorsi si è dunque attivata rapidamente per arginare l’avanzata delle fiamme e limitare ulteriori danni a un ecosistema già provato. Il coinvolgimento delle forze dell’ordine, accanto agli operatori antincendio, sottolinea inoltre la necessità di vigilare con attenzione su un territorio che, dopo quanto accaduto nei giorni precedenti, resta particolarmente esposto.
La Baraggia non è soltanto un’area verde: è un patrimonio naturale identitario per il Biellese, un luogo che custodisce equilibri delicati e che ogni incendio mette seriamente a rischio. Quando il fuoco colpisce una riserva naturale, il danno non si misura solo in ettari bruciati, ma anche nella perdita di habitat, nella compromissione della biodiversità e nelle conseguenze che possono protrarsi nel tempo. Il fatto che l’incubo sia tornato proprio nel giorno di Pasqua aggiunge un elemento simbolico a una vicenda già pesante. Mentre molti trascorrevano ore di festa, sul territorio si combatteva ancora una volta contro il fuoco. E in casi come questo, più che la retorica, servono attenzione, prevenzione e responsabilità.
Se il precedente incendio si è rivelato doloso, il nuovo episodio impone inevitabilmente una riflessione più ampia. Difendere aree come la Baraggia significa non solo intervenire quando le fiamme divampano, ma anche rafforzare i controlli, prevenire i comportamenti criminali e proteggere in modo più efficace i luoghi più vulnerabili. Il lavoro di volontari, vigili del fuoco e forze dell’ordine rappresenta un presidio fondamentale, ma da solo non può bastare se il territorio continua a essere esposto a episodi tanto gravi. La sensazione, davanti a incendi che si ripetono a distanza di pochi giorni, è che la natura si trovi a pagare un prezzo altissimo per colpe che naturali non sono affatto.
Edicola digitale
I più letti
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.