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Cronaca
26 Marzo 2026 - 15:20
Il pavimento appena rifatto della palestra viene bruciato nella notte.
Succede a Venaria Reale, nella scuola Don Milani, dove un intervento da 65mila euro è stato rovinato nel giro di pochi minuti.
Le immagini parlano da sole: plastica fusa, segni di combustione, detriti sparsi sul nuovo fondo della palestra. Un danno evidente, mirato, che colpisce uno spazio utilizzato ogni giorno da studenti e associazioni sportive.
A dare la notizia è stato il sindaco Fabio Giulivi, con parole dure affidate ai social. “Danneggiare un bene pubblico appena riqualificato è un atto grave, inaccettabile e profondamente irrispettoso verso tutta la nostra comunità”, scrive, parlando apertamente di un gesto “stupido e irresponsabile”.
Il punto non è solo economico. Certo, i 65mila euro investiti dal Comune pesano. Ma qui il bersaglio è più ampio: una scuola, i ragazzi, lo sport. Spazi pubblici che dovrebbero essere condivisi e rispettati, non trasformati in terreno di vandalismi.
“È la solita tela di Penelope dell’imbecillità: noi di giorno costruiamo, riqualifichiamo e restituiamo spazi alla città, e puntualmente qualcuno di notte pensa di poterli rovinare”, aggiunge il sindaco, mettendo in fila una contraddizione che si ripete.
Nel frattempo i Carabinieri stanno analizzando le immagini di videosorveglianza installate proprio nell’edificio scolastico. L’obiettivo è chiaro: risalire ai responsabili e far pagare i danni.
“A Venaria non c’è spazio per chi distrugge ciò che è di tutti”, conclude Giulivi, promettendo tolleranza zero.
Resta una domanda che va oltre il singolo episodio: quanto vale davvero, per una comunità, ciò che è pubblico? Perché qui non si tratta solo di un pavimento bruciato. Si tratta del confine, sempre più fragile, tra investimento collettivo e senso civico.
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