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Cronaca

Gomme tagliate al minibus del Palaghiaccio di Pinerolo

Il mezzo elettrico della società di gestione danneggiato con un coltello in una zona senza telecamere. La presidente Laura Muzzarelli denuncia l’accaduto: «Così passa la voglia di gestire una struttura pubblica»

Gomme tagliate al minibus del Palaghiaccio di Pinerolo

Gomme tagliate al minibus del Palaghiaccio di Pinerolo

Alle 19.20 circa, all’uscita dal Palaghiaccio olimpico di Pinerolo, lo sguardo cade su due gomme completamente afflosciate. Laura Muzzarelli, presidente della società che gestisce l’impianto, capisce subito che non si tratta di un guasto. Qualcuno ha tagliato con un coltello gli pneumatici del minibus elettrico a otto posti utilizzato per gli spostamenti della società. Attorno, nessun altro veicolo danneggiato. Un dettaglio che pesa e che fa pensare a un gesto tutt’altro che casuale.

Il mezzo era parcheggiato in una zona non coperta da telecamere di videosorveglianza. Gli pneumatici sono stati incisi da ignoti, mentre le auto vicine sono rimaste intatte. Un’azione circoscritta, messa a segno in un punto cieco dell’area, che rende più complessa la ricostruzione dei fatti e rafforza l’ipotesi di un atto mirato.

Laura Muzzarelli

Il presidente Muzzarelli

«Me ne sono accorta quando sono uscita dallo stadio, ieri sera verso le 19.20», racconta Muzzarelli, con voce tesa. La presidente ha presentato denuncia ai carabinieri e non nasconde la propria preoccupazione per l’accaduto. «Si sta esagerando, episodi così fanno passare la voglia di gestire una struttura pubblica», aggiunge, lasciando trasparire tutta l’amarezza per un episodio che va ben oltre il danno materiale.

Sul fondo restano le polemiche che da anni accompagnano la gestione del Palaghiaccio, un contesto già segnato da tensioni e contrapposizioni. È proprio in questo quadro che il taglio delle gomme assume un significato più ampio, contribuendo ad alzare ulteriormente il livello di allerta e di inquietudine attorno all’impianto.

Ora spetterà agli inquirenti verificare orari, movimenti e possibili testimonianze, valutando anche la presenza di eventuali telecamere indirette nelle aree limitrofe. Nel frattempo, la società si ritrova a fare i conti con l’ennesimo segnale di un clima tutt’altro che sereno. Un episodio che riapre interrogativi pesanti e richiama tutti — istituzioni, gestori e comunità — alla necessità di isolare i gesti intimidatori e riportare il confronto su binari civili e trasparenti. Insomma, perché il patrimonio pubblico non diventi terreno di scontro, ma resti un bene da tutelare.

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