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Cronaca
04 Gennaio 2026 - 15:51
Donna di 50 anni trovata senza vita in casa: ipotesi intossicazione da monossido di carbonio
Una donna di 50 anni è stata trovata morta nella tarda mattinata di oggi in un appartamento di via Gramegna, a Torino. L’intervento dei soccorsi non è bastato: all’arrivo del 118 di Azienda Zero, intorno alle 11.30, per lei non c’era già più nulla da fare. Un decesso improvviso che riporta al centro una minaccia silenziosa e spesso sottovalutata: il monossido di carbonio.
La ricostruzione ufficiale è ancora in corso, ma i primi riscontri raccolti dagli operatori orientano verso l’ipotesi di una intossicazione da CO, un gas che non lascia tracce evidenti e che può saturare gli ambienti chiusi senza dare segnali immediati. Nessuna conferma definitiva, per ora: serviranno gli accertamenti sanitari e tecnici per stabilire con precisione cause, tempi e modalità del decesso, oltre a individuare l’eventuale fonte del gas.
Il monossido di carbonio è inodore, incolore e insapore. Proprio per questo è particolarmente pericoloso: i primi sintomi possono essere confusi con un malessere comune — mal di testa, nausea, vertigini — fino a quando l’esposizione diventa letale. Ogni anno, in Italia, provoca vittime in ambito domestico, spesso legate a impianti di riscaldamento difettosi, scarsa aerazione o apparecchi a combustione non manutenuti.

Le verifiche dovranno chiarire se il gas sia stato effettivamente la causa della morte, da dove si sia originato e se vi fossero criticità strutturali o ambientali nell’alloggio. Elementi decisivi per comprendere se l’episodio fosse evitabile e in che modo.
Al di là delle responsabilità e degli esiti investigativi, resta un dato difficile da ignorare: la sicurezza domestica non è un dettaglio tecnico ma una questione di prevenzione quotidiana. La manutenzione regolare degli impianti, una corretta aerazione degli ambienti e l’installazione di rilevatori certificati di monossido di carbonio possono trasformare un pericolo invisibile in un rischio segnalato per tempo. A volte, la differenza tra una tragedia e una vita salvata passa da lì.
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