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Cronaca

Malore in pista a Claviere, muore uno sciatore di 49 anni nonostante i soccorsi

Soccorritori e elisoccorso in azione con DAE. La salma è stata trasferita a Susa

Malore in pista a Claviere, muore uno sciatore di 49 anni nonostante i soccorsi

Malore in pista a Claviere, muore uno sciatore di 49 anni nonostante i soccorsi

Un uomo di 49 anni, cittadino inglese, è morto nella mattinata di oggi sulle piste da sci di Claviere, in alta Val di Susa. È stato colto da un arresto cardiaco poco prima delle 11, mentre stava sciando. I soccorsi sono intervenuti in modo immediato, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile.

Secondo le informazioni raccolte sul posto, il malore si è manifestato intorno alle 10.50. Il soccorso piste ha raggiunto rapidamente l’uomo e ha avviato le manovre salvavita, utilizzando anche il defibrillatore semiautomatico (DAE) presente nell’area sciistica. In supporto è stata attivata l’equipe sanitaria del Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero, giunta sul posto mentre le operazioni di rianimazione erano già in corso.

Nonostante la rapidità dell’intervento e l’applicazione dei protocolli previsti per l’arresto cardiaco, l’uomo non ha mai ripreso conoscenza. Il decesso è stato constatato direttamente in pista. La salma è stata successivamente trasferita all’ospedale di Susa, presidio di riferimento per l’area.

Claviere, località sciistica al confine con la Francia, è una meta molto frequentata durante la stagione invernale. L’episodio riporta l’attenzione su un dato spesso trascurato: anche in contesti organizzati e dotati di sistemi di emergenza, l’arresto cardiaco improvviso può avere esiti irreversibili. In questo caso la catena della sopravvivenza è stata attivata correttamente e senza ritardi, ma non sempre la tempestività basta a cambiare il finale.

Resta centrale il tema della prevenzione, soprattutto in montagna: condizioni fisiche adeguate allo sforzo, ascolto dei segnali del corpo, controlli medici periodici e consapevolezza dei propri limiti. La presenza di defibrillatori sulle piste e la formazione del personale — e, sempre più spesso, anche degli utenti — rappresentano strumenti decisivi per aumentare le possibilità di intervento efficace. Non una garanzia assoluta, ma una linea di difesa che può fare la differenza.

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