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Cronaca

Travolse e uccise a Castellamonte un anziano che tirava il carretto del letame: si va verso il patteggiamento

Raffaele Zangari aveva 83 anni e venne investito alle 8 del mattino

 Ambulanza si ribalta dopo lo scontro con un'auto del car-sharing

Ambulanza (foto di repertorio)

Non sarà un processo a stabilire le responsabilità dell’incidente costato la vita a Raffaele Zangari, 83 anni, investito il 5 novembre 2024 lungo via Saint Armand a Castellamonte. Si va verso il patteggiamento per l’automobilista Marco M., 40 anni, di Cuorgnè, alla guida dell’Alfa Giulietta che travolse l’uomo mentre spingeva un carretto carico di letame destinato ai campi.

L’impatto fu violento e venne ripreso dalle telecamere del parco: l’automobilista, presumibilmente abbagliato dal sole, non si sarebbe accorto della presenza del carretto davanti a sé, colpendolo in pieno. L’anziano fu sbalzato sul marciapiede, insieme al carico. Soccorso subito dallo stesso conducente, venne trasportato d’urgenza all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, morì alcune ore più tardi, alle 14.50, per uno shock emorragico dovuto ai traumi.

L’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Valentina Bossi, contesta a Marco M. il reato di omicidio stradale, con l’imputazione di aver omesso di moderare la velocità in modo da poter arrestare il veicolo di fronte a un ostacolo prevedibile, provocando la morte dell’uomo.

Il procedimento era rimasto fermo a lungo per una perizia medico-legale, necessaria a chiarire il nesso tra l’impatto e il decesso, avvenuto ore dopo. Conclusi gli accertamenti, la difesa ha scelto la via del patteggiamento, spiegando che il proprio assistito vuole chiudere la vicenda senza ulteriori tensioni giudiziarie.

A confermarlo è l’avvocato Filippo Amoroso, legale di fiducia dell’imputato: «Il mio assistito si è sempre comportato correttamente, si è fermato, ha chiamato i soccorsi e ha collaborato in ogni fase. Vuole semplicemente togliersi questo peso e voltare pagina».

L’avvocato parla di una responsabilità incerta: «Non si può parlare di condotta imprudente — spiega —. Le immagini non mostrano velocità eccessiva né manovre pericolose. L’incidente si è verificato in pochi secondi, probabilmente a causa dell’abbagliamento del sole e della presenza imprevista del carretto sulla carreggiata».

L'avvocato Filippo Amoroso del Foro di Ivrea

Le parti offese sono state risarcite, ma l’Associazione Familiari Vittime della Strada (AFVS) ha deciso di costituirsi parte civile, scelta che manterrà il procedimento aperto e consentirà di discutere la misura del patteggiamento davanti al giudice dell’udienza preliminare Mauro Cantone.

L’incidente, avvenuto alle 8 del mattino, aveva scosso profondamente la comunità di Castellamonte. Raffaele Zangari, conosciuto per la sua abitudine di lavorare ancora la terra nonostante l’età, era molto stimato. La moglie Ines e il figlio Michele avevano accettato il risarcimento, ma hanno aderito all’AFVS per seguire il procedimento fino alla conclusione.

Una tragedia nata da una serie di coincidenze, che oggi si avvia verso una chiusura giudiziaria più rapida. Nessuna battaglia processuale, ma la consapevolezza — condivisa anche dalla difesa — che in certi casi il confine tra disattenzione e fatalità può essere sottile quanto un raggio di sole.

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