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Cronaca

Dal Gaslini di Genova al Meyer di Firenze: i pediatri più autorevoli nominati a Ivrea per far luce sulla morte di Andrea Vincenzi

Oggi in Tribunale ad Ivrea sono stati conferiti gli incarichi ai sei consulenti delle parti e ai due periti nominati dal Tribunale. Ad essere indagate per la morte del bambino sono due pediatre dell'ospedale di Chivasso

L'avvocato Stefano Castrale dopo l'udienza di questa mattina ad Ivrea. Rappresenta la famiglia di Andrea Vincenzi

L'avvocato Stefano Castrale dopo l'udienza di questa mattina ad Ivrea. Rappresenta la famiglia di Andrea Vincenzi

È stata un’udienza breve ma densa di significati quella che si è tenuta questa mattina in Tribunale ad Ivrea davanti al Gip Andrea Cavoti, con il pubblico ministero Maria Baldari a rappresentare la Procura. Sul tavolo, la tragedia di Andrea Vincenzi, il dodicenne di Castiglione Torinese morto il 21 febbraio 2024 dopo tre accessi in meno di quarantotto ore al pronto soccorso pediatrico di Chivasso. Ad essere indagate sono due pediatre dell’ospedale, accusate di omicidio colposo nell’esercizio della professione sanitaria, assistite dagli avvocati Enrico Calabrese e Gian Maria Nicastro.

La famiglia del piccolo, rappresentata dall’avvocato Stefano Castrale, continua a battersi per una verità che vada oltre i protocolli e i referti clinici. Questa mattina si è celebrato il passaggio forse più importante finora: il conferimento degli incarichi ai periti che dovranno esaminare a fondo cartelle cliniche, campioni biologici e documentazione raccolta, per stabilire se la morte di Andrea fosse davvero inevitabile o se sia stata frutto di sottovalutazioni e omissioni.

Il Gip ha conferito ufficialmente l’incarico per la perizia a Vincenzo Tipo, pediatra dell’ospedale Santo Bono di Napoli, e alla medico legale Monica D’Amato di Torino. La famiglia Vincenzi, con l'avvocato Castrale, ha nominato come consulente di parte Oliviero Sacco, pediatra dell’ospedale Gaslini di Genova, affiancato dal medico legale Roberto Testi. Le difese hanno invece indicato come consulenti Stefano Masi, pediatra del Meyer di Firenze, ed Egidio Barbi, pediatra dell’ospedale di Trieste, insieme ai medici legali Lorenzo Varetto e Luca Tajana. A percorrere quei momenti e a studiare a fondo protocolli e cartelle cliniche saranno dunque i pediatri dei più importanti ospedali pediatrici nazionali e alcuni tra i più noti medici legali del Paese, chiamati a confrontarsi su una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica.

Il giudice, accogliendo la richiesta della parte offesa, ha inoltre autorizzato i periti a visionare anche le sommarie informazioni rese nell’immediatezza dalle due indagate. Un passaggio non previsto in origine, che costituisce la vera novità di giornata: quelle dichiarazioni, rese a caldo subito dopo la morte del bambino, potrebbero avere un peso significativo nella valutazione complessiva delle condotte contestate.

L’inchiesta della Procura di Ivrea si concentra soprattutto sul terzo accesso di Andrea al pronto soccorso, quando le sue condizioni erano già compromesse. Secondo l’accusa, le due pediatre non avrebbero modificato la terapia antibiotica nonostante l’aggravarsi del quadro clinico, non avrebbero disposto una radiografia del torace e, soprattutto, non avrebbero ricoverato il piccolo, rimandandolo a casa per la terza volta. Poche ore dopo, Andrea è stato trasportato d’urgenza al Regina Margherita di Torino, dove è arrivato ormai allo stremo: a dodici anni il suo corpo non ha retto all’insufficienza respiratoria causata da un versamento pleurico massivo, conseguenza di una pertosse non diagnosticata.

Andrea, dopo tre dimissioni consecutive, è peggiorato fino alla corsa disperata verso il Regina Margherita di Torino, dove è arrivato ormai allo stremo. Pochi minuti dopo il suo cuore si è fermato, lasciando i genitori Roberto e Maria Valeria Bertana in un dolore impossibile da raccontare.

La perizia autoptica del medico legale Alessandro Marchesi aveva già chiarito la dinamica della morte: insufficienza respiratoria causata da un versamento pleurico massivo, conseguenza di una pertosse non diagnosticata.

A pesare sono anche altri elementi: la concomitante infezione da Mycoplasma e un ematoma all’avambraccio destro, che secondo gli inquirenti avrebbero dovuto indurre a ulteriori accertamenti mai disposti.

Per la Procura, quanto basta per sollevare dubbi sul corretto operato dei sanitari del pronto soccorso pediatrico di Chivasso.

Il direttore della Pediatria di Chivasso, il dottor Fabio Timeus

All’indomani della tragedia, il direttore della Pediatria di Chivasso, Fabio Timeus, aveva difeso i colleghi parlando di protocolli rispettati e di condizioni cliniche considerate stabili. Ma quelle parole non bastano più: oggi la battaglia giudiziaria mette in discussione proprio il confine tra aderenza formale alle linee guida e la capacità di cogliere la gravità di un quadro clinico che evolve rapidamente.

Intanto la memoria di Andrea resta incancellabile. Dodicenne, portiere dell’Usd Gassino San Raffaele, amato dai compagni di squadra e dagli amici, ricordato con i suoi guantoni da calcio stretti tra le mani dei coetanei durante una fiaccolata silenziosa a Castiglione Torinese, pochi giorni dopo la sua morte. Un’intera comunità si era fermata per lui, stringendosi attorno ai genitori Roberto e Maria Valeria Bertana in un dolore collettivo che non si è mai affievolito.

Oggi, a un anno e mezzo di distanza, il loro grido resta lo stesso: verità e giustizia. L’avvocato Castrale lo ha ribadito con fermezza in aula, chiedendo che l’incidente probatorio sia l’occasione per accertare senza zone d’ombra se quella morte si sarebbe potuta evitare.

Il percorso è ancora lungo: le perizie richiederanno tempo. Il Gip Cavoti ha concesso a periti e consulenti novanta giorni di tempo. La prossima udienza è stata fissata per il 5 febbraio 2026.

Il dato che resta scolpito è che a dodici anni non si può di pertosse in un ospedale italiano nel 2024. Non si può morire dopo tre dimissioni consecutive. Ecco perché periti e consulenti dovranno lavorare per evidenziare se ci siano stati errori o leggerezze. E questo è ciò che i magistrati sono chiamati a chiarire.

Ai funerali

L'ultima parte della manifestazione allo stadio di Gassino 


Valeria, la mamma di Andrea Vincenzi

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