AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
15 Luglio 2025 - 19:01
Foto di repertorio
Era attesa oggi, martedì 15 luglio, nell’aula del Gip del Tribunale di Ivrea, Lucrezia Natta, per affrontare l’udienza preliminare nel processo a carico dell'ex convivente, accusato di maltrattamenti in famiglia. Ma Eva Lazzari, 54 anni, a quell’udienza non è mai arrivata. Il suo corpo è stato ritrovato quattro giorni fa, venerdì mattina, nelle acque della Stura di Lanzo, in località Grange, a Nole. Una coincidenza che inquieta, un silenzio che pesa come piombo su un procedimento giudiziario che ora resta senza la voce di chi avrebbe potuto raccontare anni di dolore.
Eva era persona offesa in un fascicolo aperto a seguito dell’attivazione del codice rosso, che aveva portato all’arresto dell'ex convivente, ora ristretto in carcere. Un quadro già complesso, ma che negli ultimi giorni ha assunto contorni ancora più drammatici. Mentre il procedimento penale avanza, la Procura di Ivrea si trova ora a indagare sulla morte della donna, per capire se si sia trattato di un suicidio, di un tragico incidente o – ipotesi estrema – se qualcuno possa averle fatto del male.
Ogni pista investigativa però esclude l'ex convivente, che si trova in regime di custodia cautelare, impossibilitato a muoversi o a comunicare. Una certezza che stringe le maglie attorno a un mistero ancora fitto. Intanto, sempre oggi, è stata eseguita l’autopsia sul suo cporpo per cercare di fare chiarezza. Il fascicolo è nelle mani del pubblico ministero Ludovico Bosso, che le indagini sono condotte dalla Polizia Locale di Nole, supportata dai Carabinieri della compagnia di Venaria Reale.

Eva Lazzari
IL RITROVAMENTO
Il corpo della donna era stato avvistato la mattina dell’11 luglio, poco dopo le 9, da alcuni passanti lungo la pista ciclabile della Corona Verde, uno dei tratti naturalistici più amati della zona. Il punto in cui è stata rinvenuta, apparentemente sereno, nasconde in realtà correnti imprevedibili e vegetazione fitta, che possono rendere difficoltoso l’accesso e la risalita dalle acque. Un luogo che potrebbe attrarre chi cerca l’isolamento, ma anche tradire chi si avvicina con leggerezza.
Le ipotesi formulate finora spaziano da un gesto deliberato, compiuto in un momento di sconforto, a un malore improvviso, oppure un incidente, magari durante una passeggiata solitaria in uno stato emotivo alterato. L’ipotesi di un atto violento da parte di terzi, seppur non del tutto esclusa, sembra al momento residuale, almeno sulla base dei primi riscontri.
Ma il dato più inquietante resta la cronologia. Il corpo viene ritrovato l’11 luglio. L’udienza si tiene il 15 luglio. Quattro giorni separano la morte di Eva dalla sua testimonianza.
Il Comune di Ciriè, dove Eva viveva, e quello di Nole, teatro del ritrovamento, si stringono in un lutto che ha scosso due comunità e aperto interrogativi scomodi. Chi era davvero Eva Lazzari? Cosa stava vivendo? Perché si trovava proprio lì quella mattina? E soprattutto: aveva paura?
A Nole, lungo quel tratto di ciclabile che lambisce la Stura, resta ancora la sensazione di smarrimento di chi, quella mattina, ha visto l’impensabile. «Stavamo iniziando la nostra camminata quando ci hanno fatto allontanare. C’erano i lampeggianti, abbiamo capito subito che era successo qualcosa di grave», racconta una donna ancora scossa.
In attesa che l’autopsia e le indagini forniscano qualche certezza, resta solo un silenzio scomodo. Quello che avvolge le storie non raccontate, i dolori taciuti, e le verità che arrivano troppo tardi.
Il processo va avanti, ma senza la voce di Eva
Nonostante la morte di Eva Lazzari, il procedimento per maltrattamenti in famiglia a carico del marito non si fermerà. In base alla legge, si tratta di un reato procedibile d’ufficio: significa che l’azione penale prosegue anche in assenza della persona offesa. Sarà la Procura di Ivrea, dunque, a portare avanti il fascicolo e a sostenere l’accusa davanti al giudice, indipendentemente dall’esito delle indagini sul decesso della donna.
Resta invece aperta la questione della parte civile. Eva si sarebbe dovuta costituire parte civile all'udienza di questa mattina, ma ora l’avvocato Marco Stabile - legale di lunga data che ha sempre cercato di sostenerla nelle fasi delicate della sua vita che Eva lazzari ha sempre affrontato a cuore aperto - non potrà più agire in giudizio senza un nuovo mandato da parte degli eredi. Solo loro, infatti, possono decidere se proseguire l’azione risarcitoria contro l’imputato, subentrando formalmente nel processo. In caso contrario, la parte civile verrebbe meno e il dibattimento resterebbe limitato al piano penale.

L'avvocato Marco Stabile
L’assenza di Eva potrebbe pesare anche sul fronte delle prove. Senza la sua testimonianza diretta, tutto si reggerà su ciò che è stato già raccolto: denunce, certificati medici, relazioni di polizia, eventuali chat o documenti. Se la sua voce non è stata cristallizzata in un incidente probatorio, sarà impossibile sentirla in aula. E il processo dovrà cercare giustizia senza la testimonianza più importante.
Un vuoto giuridico, ma soprattutto umano. Un processo che si fa più difficile, più fragile, e che ora si gioca tra carte, ricordi e un’assenza che pesa come una condanna.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.