Cerca

Cronaca

In stazione a Rivarolo, lancia la bici contro i controllori e minaccia: “Vi spacco la faccia”

Il giorno dopo l’inaugurazione della nuova linea metropolitana, un passeggero senza biglietto aggredisce il personale Trenitalia

foto d'archivio

foto d'archivio

Il treno non era ancora partito, ma lo scontro era già arrivato al binario. E non era metaforico. A Rivarolo, il 2 gennaio 2021, appena ventiquattro ore dopo il taglio del nastro per la nuova linea ferroviaria metropolitana Rivarolo–Chieri, quella che doveva segnare l’inizio di una mobilità più efficiente e controllata si è trasformata in un teatro d’urto tra il buon senso e la rabbia.

Protagonista della scena, ora comparso davanti al Tribunale di Ivrea, è David D., classe 1981, accusato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale. Un processo che si gioca attorno a un episodio incandescente, ricostruito in aula dalla persona offesa: il responsabile della Qualità Trenitalia, chiamato quel giorno a presidiare i filtri anti-evasione insieme ad altri colleghi. “Eravamo in sei, tutti dirigenti. Dopo l’inaugurazione, il rischio era l’assalto dei viaggiatori a scrocco” ha spiegato.

Il filtro era a terra, sul binario due. Una sola porta del convoglio aperta, per concentrare i controlli. David D. si presenta con una bicicletta e una fretta che non accetta ostacoli. Lo fermano. Gli chiedono il biglietto. Lui, nulla. La ragazza che lo accompagna è senza convalida, ma obbedisce e va a timbrare. Lui no. Si intestardisce. “Devo andare, devo viaggiare, devo arrivare a Volpiano”, sbotta. Ma il biglietto resta assente.

“L’abbiamo invitato a recarsi in biglietteria, c’era ancora un quarto d’ora alla partenza” racconta il dirigente. La risposta? Un’escalation di insulti e minacce. “Vi riconosco, ve la farò pagare. Se non ci fai salire, ti spacco la faccia. Me ne fotto degli sbirri” sono solo alcune delle frasi riportate in aula. Il capotreno – solo e circondato – resta fermo sulla soglia. David D. tenta di forzare il passaggio spingendo la bicicletta contro i due operatori.

Poi il gesto più violento: la bici viene lanciata, colpendo il personale in presidio. È a quel punto che il responsabile Trenitalia chiede l’intervento dei carabinieri, che arrivano e accompagnano David D. in caserma. L’uomo, in evidente stato di agitazione, non si risparmia neanche in caserma: “Ha insultato anche lì. Quelle cose che, purtroppo, ormai ci capita di sentire spesso” ammette amaramente il testimone.

In aula, l’avvocato difensore Mario Benedetto ha provato a ricondurre la situazione su binari più morbidi: “È vero che si può fare il biglietto anche a bordo?” ha chiesto. “Sì, ma solo con verbale di contestazione, a treno partito, e con sovrattassa” è stata la risposta. Non sufficiente, evidentemente, per giustificare l’aggressività dell’imputato.

Il processo proseguirà con la valutazione dei video di sorveglianza e delle testimonianze dei carabinieri intervenuti. Resta il paradosso amaro: il giorno dopo l’inaugurazione di una linea pensata per garantire puntualità, sicurezza e legalità, l’assenza di un biglietto si è trasformata in un caso giudiziario.

Perché “si sale solo con il biglietto”, hanno ricordato in aula. Ma c’è chi – pur di non pagarlo – è pronto a lanciare biciclette e minacce. Anche a pochi metri da un treno nuovo di zecca.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori