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Cronaca

Due indagati per il trattore che uccise Luisella Rocca durante il matrimonio del nipote

La Procura di Asti ha disposto una perizia sul rimorchio e ieri sono iniziate le operazioni. L'ipotesi di reato è omicidio stradale

Luisella Rocca aveva 53 anni

Luisella Rocca aveva 53 anni

Cocconato, sabato di fine agosto. Un matrimonio di campagna, la gioia di una famiglia, la tradizione del corteo su un vecchio trattore Fiat. È qui che la storia si spezza, martedì 27 agosto. È qui che Luisella Rocca, infermiera amatissima di Favria, perde la vita dopo tre giorni di agonia. Una donna che aveva fatto dell’aiuto al prossimo il suo mestiere e la sua missione, schiacciata da un rimorchio ribaltato nel tratto di strada tra il ristorante e la casa dello sposo. Un momento di festa.

Oggi, per quell’incidente assurdo ci sono due indagati e un fascicolo d’inchiesta aperto per omicidio stradale sulla scrivania della sostituta procuratrice Sara Paterno della Procura di Asti. Il tempo del lutto ha lasciato spazio alle domande. E alla giustizia.

Due i nomi finiti nel registro degli indagati: un minorenne, che era alla guida del trattore al momento dell’incidente, e un secondo adulto, che lo avrebbe condotto in un tratto precedente prima di passare la guida al ragazzo. Entrambi dovranno chiarire davanti agli inquirenti la propria posizione, e soprattutto rispondere su un punto cruciale: quel trattore era idoneo a trasportare persone? E, ancora: era consentito che un 17enne lo guidasse, pur se solo per un tratto in un momento di festa?

A far luce sulla dinamica sono i carabinieri di Asti, che sin dai primi minuti dopo l’incidente si sono trovati di fronte a uno scenario tragico quanto anomalo. Il mezzo agricolo, che trainava un rimorchio carico di invitati diretti alla casa dello sposo, si è ribaltato improvvisamente su una strada collinare. A bordo c’erano anche la vittima e alcuni familiari, reduci dal pranzo al ristorante Vecchio Castagno. Luisella è stata sbalzata a terra. Il trauma cranico è apparso subito gravissimo. Ricoverata d’urgenza ad Asti e poi trasferita ad Alessandria, è morta dopo un intervento chirurgico e settantadue ore di coma.

L’indagine, oggi, si muove su più binari: la responsabilità penale dei due conducenti – e in particolare quella del minore – e le condizioni del veicolo, sottoposto ad accertamenti tecnici per stabilire se fosse regolare, se il rimorchio fosse omologato, se le gomme fossero in buono stato, se fosse previsto il trasporto di persone. Elementi tecnici che, uniti ai rilievi eseguiti sul posto e alle testimonianze raccolte tra gli invitati, serviranno alla procura per valutare le ipotesi di reato, che potrebbero andare dall’omicidio colposo alla violazione del codice della strada.

Le operazioni peritali disposte dalla Procura della Repubblica di Asti sono iniziate ieri, giovedì 8 maggio. La famiglia di Luisella ha nominato anche un proprio consulente.

La giustizia, in questa vicenda, non può prescindere dall’enorme ferita che questa storia ha lasciato nella comunità canavesana. Luisella Rocca, 53 anni, madre di due figlie di 21 e 17 anni, era un’infermiera specializzata in stomatoterapia e vulnologia, apprezzata per la sua competenza, la gentilezza, la capacità di prendersi cura delle persone senza retorica. Una donna che aveva lasciato il segno anche nel volontariato, nella vita di chi l’aveva incontrata per una flebo o per un sorriso.

Luisella era la personificazione della vita”, ha detto nei giorni del lutto il sindaco di Favria Vittorio Bellone, “una donna che con la sua gioia e il suo sorriso illuminava chiunque incontrasse. La sua perdita è una ferita per tutta la nostra comunità”.

La famiglia – il marito, le figlie, i fratelli Franco e Mariella – avevano dato l’assenso all’espianto degli organi, in un ultimo gesto che sintetizza la sua esistenza: aiutare, fino alla fine. La sua bacheca Facebook era diventata in pochi giorni un altare laico, carico di fotografie, ricordi, saluti, incredulità.

Ma ora è il tempo delle risposte. La Procura di Asti vuole ricostruire ogni dettaglio, ogni passaggio che ha portato alla morte di una donna che era salita su un rimorchio pensando di condividere una festa di famiglia, e che invece è finita sotto le sue ruote. Chi doveva vigilare, chi ha deciso che potesse guidare quel trattore, e soprattutto: com'è potuta accadere una tragedia così, in un corteo nuziale?

Le prossime settimane saranno decisive. I periti analizzeranno i rilievi, i tecnici relazioneranno sul mezzo agricolo, i testimoni saranno ascoltati formalmente. La morte di Luisella Rocca non può restare solo un dramma familiare e collettivo. Ora è anche una questione giudiziaria. E un caso da chiarire fino in fondo.

La Procura di Asti

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