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Cronaca
26 Marzo 2025 - 19:41
La Stazione ferroviaria di Settimo Torinese
Una mattina di ordinaria follia alla stazione ferroviaria di Settimo Torinese. Una richiesta di denaro urlata con insistenza, spintoni, telefoni strappati di mano, minacce e botte. Le vittime: uno zio di 62 anni e il nipote di 35, affetto da disabilità al 100%. L’aggressore, Mari Coulibaly, 33 anni, originario del Mali, è ora imputato per rapina e lesioni aggravate. Oggi, davanti al giudice Edoardo Scanavino del Tribunale di Ivrea, si è tenuta l’udienza nella quale il Pubblico Ministero ha chiesto una condanna a tre anni di reclusione. La sentenza è attesa nei prossimi giorni.
Era il 31 ottobre 2022, quando, secondo quanto ricostruito dalla Procura, Coulibaly avrebbe avvicinato le due vittime mentre si trovavano nella sala d’attesa della stazione. I due si stavano preparando a uscire quando l’uomo avrebbe iniziato a importunarli, pronunciando la frase: “Datemi 200 euro per farmacia e riempire pancia”.
Poi, il passaggio alle mani. Sempre secondo quanto riportato negli atti, Coulibaly avrebbe afferrato entrambi per il collo, cercando di impedire loro di lasciare la sala. Quando il nipote è riuscito a svincolarsi per rifugiarsi nel bar accanto, l’uomo l’ha seguito, lo ha spinto con violenza contro un tavolino facendogli cadere gli occhiali da vista e ha cominciato a strattonarlo. Gli ha chiesto nuovamente i 200 euro, poi gli ha strappato di mano il telefono – un Samsung A12 – e lo ha nascosto nei pantaloni. Poco dopo, ha strappato il cellulare anche allo zio.
Il tutto mentre il 35enne, invalido totale e affetto da gravi disturbi neurologici dalla nascita, non era in grado di difendersi. Le violenze si sono concluse con entrambi i telefoni sottratti, uno dei quali distrutto, e i due familiari lasciati a terra, con ferite ed escoriazioni.
Entrambi sono stati medicati: tre giorni di prognosi ciascuno, per abrasioni al torace e al collo, algie al piede, ematomi a un avambraccio. Ma i segni psicologici, soprattutto per il più giovane, rimangono profondi.
Per Coulibaly, il fascicolo del PM è chiaro: rapina aggravata, lesioni personali, con le aggravanti dell’aver approfittato della minorata difesa delle vittime e dell’aver agito per eseguire un altro reato. L’imputato, ospite di un centro di accoglienza e già sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora, è difeso dall’avvocato Mattia Fiò del Foro di Ivrea. La difesa ha chiesto al giudice di valutare il contesto di grave marginalità e disagio in cui Coulibaly si trova.
Durante la discussione odierna, la Procura ha insistito sulla gravità dell’episodio: un’aggressione violenta, avvenuta in un luogo pubblico e frequentato, con modalità che hanno colpito due persone in condizioni di particolare fragilità. Il PM ha chiesto tre anni di reclusione.
Il giudice Scanavino si è riservato la decisione, rinviando per la lettura del dispositivo. Intanto, l’episodio continua a far discutere. La stazione di Settimo Torinese, in quella giornata di fine ottobre, si era trasformata in un teatro di paura, dove due persone innocue hanno vissuto attimi di vero terrore.
Un’aggressione durata pochi minuti, ma che ha lasciato ferite profonde – e ora cerca giustizia tra le aule del Tribunale.

L'avvocato Mattia Fiò del Foro di Ivrea, difensore l'imputato
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