AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
20 Marzo 2025 - 20:13
Immagine di repertorio
Un incidente che poteva essere evitato, una broccia che cade come un missile, una mano schiacciata in una frazione di secondo. Ma dietro quell’attimo fatale del 25 luglio 2018 nei capannoni delle Officine Meccaniche Piemontesi (OMP) di Busano per la Procura di Ivrea, ci sarebbe molto di più: un sistema di controlli lacunoso, macchinari non a norma e una catena di responsabilità che la pubblica accusa punta ora a smantellare, pezzo dopo pezzo. Oggi, nell’aula del Tribunale, si è tenuta un’udienza decisiva. Il collegio giudicante, composto dai magistrati Stefania Cugge, Magda D'Amelio e Edoardo Scanavino, ha ascoltato la testimonianza dell’operaio coinvolto nell’incidente, che ha aggiunto dettagli inquietanti a un’inchiesta già densa di ombre e omissioni.
L’operaio, classe 1962 e residente a Castelnuovo Nigra, lavora alla OMP dal 1997 come addetto alle macchine, tra cui le brocciatrici (macchine utensili utilizzata per eseguire lavorazioni di precisione su pezzi metallici). Il giorno dell’incidente, durante il turno pomeridiano, stava caricando un pezzo nella macchina quando un foglietto di spessore si è spostato. Con la mano destra teneva il pezzo fermo, con la sinistra cercava di sistemare il foglietto. Poi, il disastro: la broccia si è staccata e gli ha schiacciato il dito, amputandone parzialmente la falange. "Non ho mai visto una broccia cadere prima di allora", ha dichiarato in aula. È tornato al lavoro a novembre dello stesso anno con un’invalidità permanente del 5% e un risarcimento di 13mila euro.
Il procedimento giudiziario vede coinvolti otto imputati, tra cui sei funzionari dello Spresal dell’ASL TO4 e due dirigenti della OMP.
Si tratta di Letizia Bergallo, 48 anni, attuale direttrice dello Spresal d'Ivrea (Servizio prevenzioni e infortuni sul lavoro), (avvocato Alessia Caserio), l'ex direttore Lauro Reviglione, 68 anni, (avvocato Pio Coda) e i funzionari Massimo Gai, 63 anni (avvocato Luca Fiore), Salvatore Orifici, 62 anni, (avvocato Andrea Aliprandi), Simone Gaida, 31 anni, (avvocato Giovanni Lageard) e Barbara Masseroni, 53 anni, (avvocato Paolo Campanale).
Sono accusati, a vario titolo, di favoreggiamento, falso e perdita del corpo di reato.
Dovranno rispondere di lesioni, invece, Michele Rosboch, 81 anni, e il figlio Fabrizio, 52 anni (amministratore delegato di Omp). I difensori di padre e figlio, gli avvocati Gianluca Vallero e Elena Corgner, hanno presentato una memoria chiedendo l'archiviazione.
Le accuse mosse dalla Procura sono pesanti e delineano un quadro di negligenza e presunti insabbiamenti. Tra i reati contestati ci sono le lesioni colpose gravissime contestate ai titolari della OMP per non aver adottato adeguate misure di sicurezza sul macchinario, con conseguenze gravi per l’operaio infortunato.
E' contestato, inoltre il favoreggiamento a carico di alcuni funzionari dello Spresal, accusati di aver coperto le irregolarità dell’azienda.
Tra le accuse c'è anche il falso ideologico in atto pubblico: secondo l’accusa, sarebbero stati alterati documenti relativi alle ispezioni sulla macchina brocciatrice.
Non mancano contestazioni in materia di sicurezza sul lavoro come l’omessa valutazione dei rischi.
Ci sono poi l'omissione di atti d’ufficio per non aver adottato misure di tutela nei confronti dei lavoratori e il reato di false dichiarazioni: ipotesi sollevata dalla Procura in merito a testimonianze rilasciate durante le indagini.

La OMP, Officine Meccaniche Piemontesi, è un pilastro dell’industria canavesana.
Fondata nel 1956 a Busano, in provincia di Torino, OMP - Officine Meccaniche Piemontesi è una realtà storica nel panorama industriale italiano. L’azienda, di proprietà della famiglia Rosboch, è specializzata nella produzione just in time di componenti meccaniche destinate all’industria automobilistica, aerospaziale e della meccanica di precisione.
Quello definita just in time è un sistema di gestione della produzione che mira a ridurre al minimo gli sprechi e ottimizzare i tempi di produzione, producendo solo ciò che serve, quando serve e nella quantità richiesta.
Con oltre 220 dipendenti, uno stabilimento di 60.000 metri quadrati (di cui 22.000 coperti) e un parco macchine all’avanguardia, OMP rappresenta un punto di riferimento per molte aziende del settore.
OMP è interamente controllata dalla famiglia Rosboch, composta dal fondatore Michele Rosboch, sua moglie Annamaria Pomatto e i figli Domenico e Fabrizio Rosboch.
Michele Rosboch, 81 anni, è considerato il patriarca dell’azienda. Pur non essendo più formalmente al vertice, continua a essere una figura influente all’interno della fabbrica.
Fabrizio Rosboch, 52 anni, ricopre il ruolo di amministratore delegato, ma secondo alcune testimonianze raccolte in aula, non sarebbe coinvolto direttamente nella produzione e nella gestione delle macchine utensili.
Durante l’udienza di oggi, 20 marzo 2025, l’operaio infortunato ha parlato del rapporto con la dirigenza, fornendo una testimonianza che ha attirato l’attenzione della Corte.
"Michele Rosboch lo conosco bene, è una bravissima persona. Veniva e viene ancora in reparto, dà indicazioni e suggerimenti. Guarda la lavorazione, ti parla", ha dichiarato. Ha inoltre aggiunto che Michele Rosboch si interessa del processo produttivo, mentre il figlio Fabrizio non è mai stato direttamente coinvolto nelle attività di produzione.
L’operaio ha anche confermato che in reparto non ci sono stati corsi specifici per l’uso delle macchine e che chi lavora alle brocciatrici ha imparato sul campo, grazie all’esperienza accumulata negli anni.

Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.