Cerca

Cronaca

Pugni in faccia ad una professoressa in stazione a Ivrea: "Mi ha aggredita senza motivo"

Un'aggressione brutale, in pieno giorno mentre l'insegnante aspettava l'autobus con le colleghe

Pugni in faccia ad una professoressa in stazione a Ivrea: "Mi ha aggredita senza motivo"

Un pugno in pieno volto. Poi un altro, e un altro ancora. Senza preavviso, senza una parola. Anna (nome di fantasia, scelto per tutelare la vittima) si sente strattonare, quasi crolla. Per un istante, quando si sente tirare all'indietro, crede che si tratti di uno scherzo, magari di uno dei suoi studenti: "Indovina chi sono?" crede di doversi sentir dire da un momento all'altro. Ma non c’è nessuna voce familiare, nessuna risata. Dopo quella frazione di secondo arrivano solo colpi, dolore, terrore.

È un venerdì pomeriggio, quel 9 settembre del 2022. Le scuole stanno per riaprire. Anna e le sue colleghe sono andate a sistemare le aule. I ragazzi torneranno in classe il lunedì successivo.

Alla fermata del pullman davanti al bar della stazione, il gruppetto di insegnanti aspetta il bus per tornare a casa. Lo sciopero dei treni le ha costrette a cambiare percorso. Anna è con tre colleghe in un momento spensierato di chiacchiere e sorrisi. Improvvisamente, il buio. Un uomo la afferra con violenza e inizia a picchiarla. Lei si divincola, riesce a fuggire. Si volta e lo vede: un volto sconosciuto, ma che non dimenticherà mai.

Anna si reca al pronto soccorso. Per quei cazzotti c'è una prognosi, guariranno. Le ferite dell'anima, invece, per quelle non ci sarà cura. Il giorno dopo è dai carabinieri a sporgere denuncia. Al momento del riconoscimento fotografico, non ha esitazioni: il volto numero sei è quello dell’uomo che l’ha colpita. È Marco L., oggi imputato per quell’aggressione.

Questa mattina in Tribunale ad Ivrea, dinnanzi alla giudice Marianna Tiseo, le braccia si stringono nervosamente al corpo. “Non c’era alcuna ragione. Mi ha picchiata selvaggiamente senza un motivo”, ripete davanti alla giudice. Il PM le mostra nuovamente l’album fotografico: lei riconosce ancora, senza esitazione. Punta il dito dritto  alla foto numero 6: "E' lui". E' Marco L.

Marco L., circa sessant’anni, capelli e barba grigi, senza fissa dimora, subito dopo l’aggressione era stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Il TSO è un provvedimento che si applica quando una persona viene ritenuta pericolosa per sé o per gli altri e necessita di cure psichiatriche immediate, anche contro la sua volontà. A firmarlo fu l'allora sindaco di Ivrea, Stefano Sertoli.

Oggi l’imputato, difeso dall'avvocato Alessandro Raucci, si trova sottoposto alla misura cautelare della libertà vigilata ed è domiciliato presso un centro di salute mentale. In aula oggi si è discusso dell'opportunità di effettuare una perizia psichiatrica.

Tra i testimoni ascoltati in aula c’è anche una delle colleghe di Anna, residente a Châtillon. “Eravamo andate a scuola per sistemare le aule prima dell’inizio delle lezioni. Lo sciopero dei treni ci aveva costrette a prendere il pullman. All’improvviso, quell’uomo è arrivato da dietro e l’ha colpita brutalmente”.

Più di due anni dopo, Anna porta ancora addosso il peso di quella violenza inspiegabile. La speranza è che il processo possa dare una risposta a un incubo che non si è mai davvero chiuso.

Durante la prossima udienza verranno sentiti gli agenti intervenuti in soccorso della donna.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori