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Cronaca

Annega nella diga di Quassolo: a processo 5 dirigenti Edison e i datori di lavoro

La Corte d’Appello ribalta la decisione del Gup di Ivrea che aveva assolto i cinque funzionari

Claudio Giovannino

Era il 19 luglio 2021 quando Claudio Giovannino perse la vita nelle acque della diga di Quassolo. Un uomo esperto, prudente, abituato al lavoro all'aria aperta, ma quella giornata d'estate si trasformò in tragedia. Stava operando con il decespugliatore lungo l'argine del canale che alimenta la centrale idroelettrica. Il terreno era insidioso, la vegetazione fitta. E poi la caduta. Nessuno lo vide precipitare, nessuno poté fermarlo. Fu ritrovato più tardi, senza vita, dai vigili del fuoco.

Inizialmente, la giustizia sembrava aver chiuso il caso per cinque dirigenti della Edison, assolti dal giudice per l'udienza preliminare con la formula del non luogo a procedere. Ma la vicenda non si è fermata lì. Il pubblico ministero Alessandro Gallo ha impugnato la decisione, sostenendo che esistessero margini per un processo. La Corte d'Appello di Torino gli ha dato ragione: i cinque dirigenti dovranno comparire in tribunale, insieme alla Edison, chiamata a rispondere come responsabile civile.

Si tratta di: Marco Stangalino, difeso dall’avvocato Marco De Luca e delegato alla divisione idroelettrica Edison, Roberto Barbieri, assistito dall’avvocato Carlo Baccareda Boy, e Matteo Spada, difeso dall’avvocato Carlo Sassi, entrambi dirigenti della divisione idroelettrica. A processo anche Stefano Missinato, residente a Quincinetto, preposto Edison in relazione all’area dove è avvenuto l’infortunio e difeso dall’avvocato Massimo Pellicciotta, e Davide Costanzo, di Mazzè, responsabile del Servizio prevenzione e protezione di Edison Spa per gli impianti idrici al Polo 1, assistito dall’avvocato Alberto Mittone.

Il processo, però, non riguarda solo i dirigenti della multinazionale dell'energia. Sono imputati anche i datori di lavoro di Giovannino: Diego Chiavenuto, titolare dell'impresa Giardinord, e Claudia Emili Ballesio, a capo della società agricola La Cappelletta. Entrambi accusati di omicidio colposo. Giovannino, ufficialmente dipendente della Cappelletta, lavorava in distacco per Giardinord, che a sua volta aveva un contratto d'appalto con Edison per la manutenzione del verde lungo il canale.

L'avvocato Lorenzo Bianco, rappresentante dei familiari

La famiglia della vittima, rappresentata dall'avvocato Lorenzo Bianco, ha già ottenuto un risarcimento e ha deciso di non costituirsi parte civile, pur restando presente al processo come parte offesa. Per loro, più che la ricerca di un colpevole, conta la verità su quanto accaduto.

La prossima udienza, fissata per il 16 aprile, potrebbe vedere la fusione dei due procedimenti: quello contro i dirigenti Edison e quello contro i datori di lavoro di Giovannino. Sette imputati e un'unica grande domanda: si sarebbe potuto evitare tutto questo? Gli inquirenti dovranno stabilire se l'area fosse sicura, se il canale rispettasse le norme, se il lavoro si svolgesse in condizioni adeguate. Per ora, resta il ricordo di Claudio Giovannino, un operaio attento e scrupoloso, e la speranza che il suo sacrificio possa servire a evitare altre tragedie.

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