Cerca

Cronaca

Buco di 240mila euro: condannato l'amministratore di sette condomini di Ivrea

La sentenza è stata emessa oggi dalla giudice Marianna Tiseo. Dovrà anche risarcire i sette condomini in cui si erano verificati gli ammanchi

Buco di 240mila euro: condannato l'amministratore di sette condomini di Ivrea

Dopo anni di sospetti, denunce e indagini, la giudice Marianna Tieso ha emesso la sentenza nei confronti di Fabrizio Stefanelli, il discusso amministratore di condomini di Ivrea, accusato di essersi indebitamente appropriato di circa 240mila euro appartenuti ai condomini che amministrava.

Stefanelli è stato condannato a due anni e due mesi di carcere, oltre al pagamento di una multa di 2.000 euro e delle spese processuali. Una sentenza che mette un punto fermo su una vicenda che ha scosso sette condomini della città, trascinandoli in una voragine economica da oltre 240 mila euro.

Il verdetto, emesso dalla giudice Marianna Tiseo del Tribunale di Ivrea, prevede anche il risarcimento del danno, che sarà quantificato in separata sede. Intanto, Stefanelli dovrà versare immediatamente una provvisionale di 71.500 euro, suddivisa tra i condomini colpiti dalla sua gestione fraudolenta. Una prima, concreta forma di giustizia per chi, per anni, ha visto il proprio denaro sparire nel nulla.

L’inchiesta, condotta dalla Procura di Ivrea sotto il coordinamento del pm Elena Parato, ha messo in luce una gestione finanziaria opaca e fraudolenta che si è protratta per oltre un decennio, dal 2007 al 2020. Stefanelli, difeso dall’avvocato Paolo Campanale, avrebbe sistematicamente sottratto denaro dai conti correnti dei condomini amministrati, utilizzando prelievi e bonifici a proprio favore. Il buco complessivo ammonta a oltre 240.000 euro.

Le accuse sono state mosse da sette condomini: il Casa Torre di via Aldisio, il Casa 144/146 di viale Papa Giovanni XXIII a Bellavista, il Condominio Eporediese di via Burzio, l’Aurora di via Strusiglia, il Cervi di via Fratelli Cervi a San Grato, il Nuovo San Gaudenzio e il Lamarmora, entrambi situati in via San Gaudenzio.

Cinque di questi, assistiti dagli avvocati Leo Davoli e Franca Sapone, si sono costituiti parte civile, determinati a ottenere giustizia e il risarcimento delle somme sottratte. La richiesta principale era che la sospensione condizionale della pena venisse subordinata al risarcimento del danno, una misura che la sentenza di oggi sembra aver accolto parzialmente con la provvisionale immediatamente esecutiva.

Il Tribunale di Ivrea

Le prime avvisaglie del crac amministrativo di Stefanelli si sono manifestate nei ripetuti ritardi nei pagamenti ai fornitori. In molti casi, le ditte incaricate di lavori condominiali non hanno ricevuto i compensi pattuiti, obbligando gli stessi condomini a intervenire economicamente per saldare le pendenze lasciate dall’amministratore. Alcuni hanno dovuto versare nuovamente somme già pagate, altri hanno rischiato di vedersi sospendere servizi essenziali come il riscaldamento o la manutenzione degli ascensori.

L’inchiesta ha poi svelato che Stefanelli non solo trasferiva denaro dai conti condominiali a quelli personali, ma in almeno un’occasione ha ostacolato la gestione successiva degli stabili, trattenendo documenti essenziali come il modello 770, i certificati di sicurezza e altre carte fondamentali per la gestione contabile e fiscale. Questa condotta ha aggravato ulteriormente la situazione dei condomini, già provati dalla scoperta del dissesto finanziario.

La vicenda Stefanelli non è la prima a scuotere la città di Ivrea. Un precedente simile è quello di Edoardo Moscheni, altro amministratore di condominio finito sotto accusa nel 2019 per appropriazione indebita e truffa. Moscheni, che gestiva numerosi stabili tra l’Eporediese e la bassa Valle d’Aosta, era stato coinvolto in una frode da centinaia di migliaia di euro, culminata nel caso del Condominio San Michele di Ivrea, dove i residenti si sono ritrovati con un debito di quasi 200.000 euro per lavori mai deliberati. Il Tribunale di Ivrea aveva poi annullato il debito per i condomini, facendo ricadere la responsabilità su Moscheni e la banca BNL.

L’attenzione ora si sposta sulla fase civile, che dovrà stabilire l’ammontare definitivo del risarcimento. Intanto, la provvisionale di 71.500 euro rappresenta un primo passo per restituire ai condomini una parte di quanto perduto. 

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori