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Cronaca
13 Marzo 2025 - 19:27
Immagine di repertorio
Un incubo che si ripete, una storia di molestie e violenza che non si è fermata nemmeno di fronte alle misure cautelari. Per D.F., classe 1988, si apriranno presto le porte di un’aula di tribunale, dove dovrà rispondere delle accuse di atti persecutori e lesioni personali aggravate nei confronti di Roberta (nome di fantasia per proteggere l'identità della vittima), la sua ex compagna. Un caso che scuote la comunità, ponendo ancora una volta l’attenzione sulla drammatica realtà della violenza di genere e sulle difficoltà delle vittime nel liberarsi da relazioni tossiche e pericolose.
Le accuse mosse nei confronti di D.F. sono pesanti: atti persecutori, con la recidiva aggravata, e lesioni personali. Il racconto della donna, confermato dalle testimonianze raccolte a Venaria Reale, dalle immagini delle telecamere di sorveglianza e dai referti medici, traccia un quadro di reiterati episodi di molestie e aggressioni. Già il 27 gennaio, poche ore dopo la revoca della misura cautelare, l’uomo si era presentato sul luogo di lavoro della vittima con un mazzo di fiori, dichiarandole il proprio amore in maniera ossessiva e tentando di toccarla con insistenza. Da lì ne era scaturita una colluttazione che aveva richiesto l’intervento dei sanitari.

Non si è fermato lì. Il 27 gennaio a Venaria Reale e il 12 febbraio, D.F. si è nuovamente avvicinato alla donna, questa volta al Bingo di Rivoli, pronunziando frasi insistenti e inappropriate, per poi aggredirla fisicamente strappandole la maglietta, un episodio simile si era già verificato a Venaria Reale, dove la donna viveva. Un gesto che ha evidenziato, secondo l’accusa, la sua incapacità di accettare la fine della relazione, sfociando in un’escalation di violenza.
A rappresentare la parte civile saranno gli avvocati Alessandro Rogani e Roberta Rossetti, mentre la difesa di D.F. è affidata all’avvocato Bianchetti Mauro. Nel corso della prima udienza è stato richiesto l’intervento di un interprete della lingua dei segni italiana (LIS), poiché D.F. è sordomuto e necessita di un supporto per comprendere il procedimento a suo carico e comunicare adeguatamente in aula.
Il caso di D.F. e Roberta accende i riflettori su un fenomeno, quello degli atti persecutori e della violenza sulle donne, che continua a riempire le cronache giudiziarie e che evidenzia l’importanza delle misure di protezione per le vittime di stalking. Il giudizio immediato disposto dal Tribunale di Ivrea mira a garantire una risposta rapida e incisiva a un comportamento che ha già messo in pericolo la sicurezza della donna.
Con un passato di condanne alle spalle e una recidiva aggravata, il processo contro D.F. sarà un banco di prova per il sistema giudiziario nel gestire casi di reiterata violenza di genere. La prossima udienza potrebbe già segnare una svolta nel destino dell’imputato, mentre la vittima attende giustizia dopo mesi di paura e angoscia.
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