Cerca

Cronaca

Resistenza e botte sul treno: paura alla stazione di Chivasso

Un trentenne valdostano senza biglietto aveva rifiutato di scendere, attaccando il personale di FS Security. Oggi a Ivrea è partito il processo

Stazione di Chivasso

Stazione di Chivasso

È il 14 novembre 2022, la stazione ferroviaria di Chivasso è affollata, come sempre in orario di punta. Il treno regionale RV2725, partito da Torino e diretto ad Aosta, si ferma in attesa di riprendere il viaggio. A bordo c’è un passeggero senza biglietto che si rifiuta di scendere. Il personale di FS Security, incaricato di supportare i controllori ferroviari, lo invita a regolarizzare la sua posizione o a lasciare il convoglio. Ma l’uomo non ne vuole sapere. Prima insulta, poi minaccia. Infine, aggredisce fisicamente gli operatori.

Il treno è fermo alla stazione quando il controllore intima all’uomo di scendere. La risposta è immediata e aggressiva: "Altrimenti che ca**o mi fai?", urla il passeggero. Al secondo invito a scendere, apostrofa il controllore, ora in pensione, in malomodo: "Spostati stro**o". Poi lo spintona con forza il controllore, oggi in pensione.

Oggi, venerdì 28 febbraio, in Tribunale ad Ivrea è partito il processo a carico di Alessandro Soriani, un trentenne valdostano difeso di fiducia dall'avvocato Manuel Peretti del foro di Ivrea. 

L’aggressore deve rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, per aver minacciato e opposto resistenza agli uomini di FS Security nell’esercizio delle loro funzioni. Inoltre, è accusato di lesioni personali aggravate per aver ferito Michele G L., che ha riportato contusioni multiple con una prognosi di sette giorni e Luca B., che ha subito un trauma distorsivo al quarto dito della mano destra, con prognosi di dieci giorni.

La Procura di Ivrea, con il Pm Alessandro Gallo, gli ha contestato anche un precedente specifico avvenuto negli ultimi cinque anni. Ciò significa che l'imputato non è nuovo a simili vicende. 

Ecco quanto accade quel giorno: "A treno fermo non si emettono verbali perché il viaggiatore ha la possibilità di scendere alla prima stazione utile per regolarizzare la sua posizione", spiega il controllore Sandro A., testimone diretto della scena. "Ma questa persona non voleva sentire ragioni. Invece di scendere, ci ha insultati e poi attaccati".

Uscito dal convoglio, l’aggressore rincara la dose: "Vieni qua pezzo di merda, ti spacco il c**o!". Poi colpisce l'operatore di FS Security, Michele G. L., facendolo cadere a terra. Il controllore riporta contusioni multiple, con prognosi di sette giorni. Anche Luca B. viene ferito: trauma distorsivo al quarto dito della mano destra, prognosi di dieci giorni.

La giudice Marianna Tiseo oggi ha fissato la data dell'udienza in cui verrà calendarizzato il processo. L'avvocato Roberto De Sensi, rappresentante di parte civile del controllore, evidenzia i tempi della giustizia: "Ogni processo si trascina per anni, con continui rinvii. Questa è giustizia denegata". Gli fa eco Tiziano Lucchese, legale dei due operatori di FS Security: "A Ivrea è un problema: non possiamo sapere se il giudice sarà quello naturale o se ce ne sarà un altro. Nel frattempo, le vittime, i testimoni, devono presentarsi più volte, magari quando sono già in pensione".

Sandro A., per 43 anni dipendente Trenitalia, parla di una situazione fuori controllo: "Ho lavorato una vita sui treni, ma devo dire che negli ultimi 15 anni abbiamo perso ogni margine di gestione. Un tempo c’era rispetto per i ruoli, oggi chi fa rispettare le regole rischia insulti e botte".

E non si tratta di episodi isolati: "Ogni giorno colleghi vengono minacciati, spintonati, aggrediti. A Genova hanno anche accoltellato un capotreno, a Milano una collega è stata presa a calci e pugni solo per aver chiesto il biglietto. E il problema non è solo sui treni: medici, infermieri, forze dell’ordine subiscono lo stesso trattamento. È una società che sta sprofondando nella violenza".

Intanto, l’aggressore del treno di Chivasso aspetta il processo. Mentre i controllori, ogni giorno, salgono sui convogli con la paura di essere la prossima vittima.

L'avvocato Roberto De Sensi del Foro di Torino

L'avvocato Tiziano Lucchese del Foro di Torino

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori