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Cronaca
18 Febbraio 2025 - 14:28
Girava con una ricetrasmittente, nonostante i divieti del giudice dopo la condanna per stalking. Una misura di sicurezza utilizzata nell'antimafia, ma che viene anche applicata ad altri profili ritenuti socialmente pericolose.
Quello di Luca Dubini, difeso dall'avvocato Carlo Alberto La Neve, è un nome che a Ciriè e in Canavese non è nuovo agli ambienti giudiziari. Nel suo passato, ci sono diversi procedimenti per stalking, tra cui uno per le minacce e le molestie ad una farmacista di Ciriè, che lo hanno già portato a essere condannato. Ma non solo.
A causa della sua condotta ripetuta nel tempo, le autorità gli avevano imposto una misura di sicurezza speciale, un provvedimento previsto dal Codice Antimafia (il decreto legislativo 159/2011) che non riguarda solo chi ha legami con la criminalità organizzata, ma viene applicato anche a persone ritenute socialmente pericolose per via dei reati commessi, come lo stalking.
Tra le restrizioni a cui era sottoposto, Dubini non poteva possedere o utilizzare strumenti di comunicazione come radio trasmittenti. E proprio qui nasce il suo ultimo guaio giudiziario.
Durante un controllo, le forze dell’ordine hanno trovato un apparecchio radio nella sua auto, simile a quelli usati per le comunicazioni tra privati o per scopi lavorativi. Ma per lui, che aveva il divieto di possederne uno, si è trattato di una violazione delle misure imposte dalla giustizia.

L'avvocato Carlo Alberto La Neve, difensore di Luca Dubini
Inizialmente, l’accusa contestava una violazione grave, che avrebbe potuto portare a una pena molto più pesante. Tuttavia, dopo il dibattimento in tribunale, il reato è stato riqualificato in una forma meno grave, e alla fine Dubini, è stato condannato a otto mesi di reclusione.
Ma il suo nome non compare per la prima volta nei registri del tribunale. In passato, Dubini è stato più volte condannato per atti persecutori nei confronti di donne, tra cui una compagna convivente e una farmacista.
Le sue molestie hanno avuto una costanza allarmante, tanto che gli investigatori avevano segnalato l’uso di strumenti elettronici per pedinare e controllare le sue vittime. Ed è proprio per questo motivo che le autorità hanno deciso di applicargli una misura di sicurezza più severa, per impedirgli di reiterare le sue azioni.
Nonostante la sua lunga storia di reati, Dubini non è mai stato dichiarato incapace di intendere e volere nei processi per stalking. Tuttavia, gli specialisti del servizio di salute mentale di Ciriè, che lo seguono da tempo, hanno evidenziato disturbi della personalità importanti.
Questo elemento ha reso ancora più complessa la gestione della sua pericolosità, perché se da un lato la legge lo ritiene responsabile delle sue azioni, dall’altro gli esperti hanno tracciato il profilo di una persona con evidenti problemi psicologici.
A rendere la sua figura ancora più particolare è un altro dettaglio: in un altro procedimento penale, Dubini non era l’accusato, ma la vittima. Risulta infatti essere parte offesa in un processo per estorsione, in cui un commerciante di Ciriè è stato condannato.
Un contrasto che mostra le tante sfaccettature di questa vicenda, dove lo stesso uomo è stato, in momenti diversi, persecutore e perseguitato.
La condanna a otto mesi per il possesso del radiotrasmettitore si aggiunge alle sue prevedenti pendenze giudiziarie.
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