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Cronaca

Dossier 'ndrangheta: spunta anche l'interesse per il Santuario del Canavese

Inchieste che si intrecciano. Puzzle che si compongono. E’ anche questo il lavoro della Procura e degli uomini del Ros di Torino. Mettere insieme tasselli. Come quelli che portano ai Vazzana e ai Gallo...

Ndrangheta

Salvatore "Sasà" Gallo e, sullo sfondo, il Santuario di Belmonte

Inchieste che si intrecciano. Puzzle che si compongono. E’ anche questo il lavoro della Procura e degli uomini del Ros di Torino. Mettere insieme tasselli. 

Nelle 1.440 pagine dell’ordinanza dell’operazione Echidna, firmata dal gip Luca Fidelio, si ricostruiscono storie. 

Come quella di un “facilitatore” di relazioni tra Salvatore Gallo “Sasà”, 83 anni, un pezzo da 90 all'interno del Partito Democratico, grazie alle sue tante tessere, ex uomo di fiducia di Bettino Craxi, e Mario Vazzana detto Franco, imputato condannato a 6 anni e 11 mesi di reclusione nel primo grado di giudizio del processo dell’operazione “Platinum Dia” sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Chivasso e a Volpiano. 

Il "facilitatore" è tal Michele Troia, imprenditore del settore alberghiero, il cui nome ritorna anche nelle carte di Platinum.

"Platinum" è l'inchiesta della DIA sfociata in una serie di arresti il 5 maggio del 2021. Ha portato a 19 condanne, alcune delle quali - come quella dei fratelli Vazzana - pendenti in appello. 

La direzione investigativa antimafia

Sì, perché i fratelli di Chivasso Giuseppe e Mario Vazzana, detto "Franco", sono stati ritenuti dal giudice affiliati al locale di Volpiano, roccaforte delle cosche di Platì dislocate al Nord Italia.

Condannati entrambi per associazione di stampo mafioso, i fratelli Vazzana nel 2018 rilevano un ristorante nei pressi del santuario di Belmonte, in Canavese. L'investimento è importante: 200 mila euro. 

Gli affari però non vanno come ci si aspettava - scrivono gli inquirenti - per via “della cospicua riduzione del numero di pellegrini in visita”. Pochi visitatori, pochi clienti per il ristorante. 

C’è da tirare su il business e dopo il corteggiamento andato a vuoto alla senatrice di Forza Italia Virginia Tiraboschi, seguono altre iniziative.  Come quella che ha portato dritti dritti a "Sasà", Salvatore Gallo. Il Sasà coinvolto nell'inchiesta Echidna.

L'intercessione degli esponenti politici Gallo Raffaele e Gallo Salvatore nella questione inerente all'acquisto del Sacro Monte di Belmonte”: è il titolo del paragrafo che la DIA riserva nel fascicolo dell’operazione Platinum. 

In una conversazione telefonica Vazzana ipotizzava che la Regione Piemonte potesse comprare da una contessa la struttura per poterla riqualificare e rilanciare, a tutto vantaggio del suo ristorante. Gallo senior, ex direttore del personale Sitaf "è considerato un faccendiere – scrive la Dia – e annovera diversi precedenti contro la pubblica amministrazione".

Con l'intermediazione di un imprenditore del settore alberghiero, Michele Troia - il cui nome ricorre anche in un’altra vicenda citata in Echidna -, Franco Vazzana inizia il pressing sui Gallo, Salvatore e il figlio Raffaele, consigliere regionale del Pd.

In Consiglio regionale si discute di una delibera in cui si ipotizza l'acquisto del Santuario da parte dello stesso ente al prezzo di un milione di euro. E così, tra la meta di luglio 2018 e la fine del mese, si passa da "una situazione di stallo" a una possibile accelerata che però non porterà ad alcunché.

Dall'ordinanza di Platinum:

"Raffaele mi ha detto "Dì a Franco che i dirigenti funzionari, hanno dato parere favorevole ... - così Troia al telefono con Vazzana il 22 novembre 2018 -. Adesso l'iter è che Reschigna (Aldo, all'epoca vicepresidente in Regione della giunta Chiamparino, ndr) può fare la delibera, può comprarlo e poi si vedrà come valorizzarlo ... quindi, non è ancora fatta la delibera, ma si è in dirittura d'arrivo ... ti puoi spendere in questa maniera, però lui, quando arriverà la delibera eeehh ... allora poi li incontreremo ... con Raffaele abbiamo deciso che appena lui sa che tanto lo sa subito ... della delibera, allora poi li incontriamo e vediamo un po' di gente che per far vedere che comunque l'attore è stato lui, ecco”".

"Organizziamo una bella cena per far vedere che lui è riuscito a fare questa cosa", dice Vazzana. "Lui, 'sto ragazzo (Raffaele Gallo ndr) qui ha detto che è rimasto lì a spingere, perchè chiaramente lui, suo padre è uno che conta proprio a livelli alti a Roma. E comunque suo padre ha cercato di dire "Insomma, facciamo una cosa che vada bene. visto che il ... Santuario. comunque. per il Canavese è un riferimento importante"".

Ma l’acquisto del Santuario da parte della Regione non si è mai concretizzato. 

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