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Cronaca
07 Gennaio 2024 - 18:19
Alberto Bersano aveva 47 anni
Una grande folla, nel pomeriggio dell’Epifania, ha salutato per l’ultima volta Alberto Bersano, il quarantesettenne di Salto deceduto mercoledì 3 gennaio durante una partita di calcetto nel campo sportivo di Salassa.
Era una folla insieme commossa e composta, ancora incredula per quanto accaduto ed allo stesso tempo determinata a tenersi ben stretto il ricordo delle tante qualità che tutti - dagli amici più stretti ai semplici conoscenti - hanno riconosciuto al defunto. Analoga partecipazione si era verificata del resto alla recita del Rosario della sera precedente e persino – fatte le debite proporzioni – al Momento di Preghiera organizzato giovedì 4 gennaio nella Cappella della Trinità.
E’ la chiesetta vicina alla casa in cui abitava e della quale da decenni si prende cura la sua famiglia: prima la nonna materna, ora la mamma e lo zio. Sebbene si trattasse di un’iniziativa spontanea degli amici, nemmeno riportata sul manifesto e comunicata attraverso il passa-parola, avevano risposto in tanti. Davanti alla medesima cappella ha sostato per qualche minuto il carro funebre prima di raggiungere la Parrocchia di San Giacomo per la cerimonia funebre.
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Nella piazza davanti alla parrocchiale, ad attendere la bara c’erano gli Alpini: quelli del gruppo cuorgnatese ovviamente ma anche i rappresentanti di tanti altri gruppi con i propri gagliardetti. Hanno sfilato in corteo all’entrata ed all’uscita dalla chiesa, si sono schierati ai lati dell’altare, sono passati a raccogliere le offerte dentro i loro cappelli, sono rimasti accanto ai familiari durante la sepoltura. Una delle letture è stata effettuata da un alpino. C’erano poi i rappresentanti delle tante associazioni di cui Alberto faceva parte (Borgo San Giacomo, A.S.C.S. Saltese, Associazione Musicale-culturale Guido e Pietro Deiro, Società di Mutuo Soccorso di Salto), quelli della Croce Rossa e della Protezione Civile, quelli delle istituzioni.
La messa è stata concelebrata dai parroci di Salto don Sheejan Kalathiparambil e di Pont don Aldo Vallero, insieme ai diaconi Roberto Perotti e Maurizio Rastello.
“Chi non ti conosceva? – ha esordito don Vallero– Eri presente ovunque ci fosse bisogno, sempre accompagnato dalla tua semplicità e dalla tua allegria. Come i Magi arrivati alla capanna di Betlemme, hai raggiunto la tua meta: lì sicuramente avrai ritrovato tanti amici con i quali organizzerai qualcosa di bello anche in Paradiso”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il parroco di Salto: don Sheejan ha sottolineato la simpatia di Alberto, il suo modo di fare spontaneo, la sua disponibilità ed il suo sorriso. Ha ricordato come la notizia del decesso si fosse diffusa in un lampo ed una moltitudine di amici si fosse radunata davanti alla Casa Funeraria prima ancora che vi giungesse la salma. “In tantissimi – ha aggiunto – sono venuti alla Camera Ardente e poi ci sono tornati per renderti un ultimo saluto. Ora sei una stella che brilla in cielo e che veglia sui tuoi cari”.
Al termine della funzione, un gruppo di amici di Alby (così lo chiamavano tutti) è salito sull’altare ed una di loro – Daniela Osello – ha letto un breve e commosso ricordo citando “la bella persona che sei stato, il tuo sorriso di burbero buono che sapeva dedicare il suo tempo agli altri. Sappi che ieri sera, dopo il rosario, nella sala dell’oratorio abbiamo brindato in tuo ricordo”.
Il tesoriere del Gruppo Alpini di Cuorgnè Nicola Mattiuz, che è della medesima frazione, ha detto: “Ti ho conosciuto come alpino ma prima ancora come amico. Chi, a Salto, non ti aveva mai chiesto un favore? Si trattasse di una serratura guasta o di un trasloco da effettuare, c’eri sempre. Questo era il bello di Alberto, amico di tutti, come dimostrano le centinaia di messaggi sui social”.
Il presidente del Gruppo A.N.A. di Ivrea Giuseppe Franzoso ha commentato: “Non abbiamo avuto nemmeno il tempo di renderci conto di quanto è successo. Il tuo cappello, se i familiari lo vorranno, sfilerà con noi in tutte le manifestazioni”. Franzoso ha portato le condoglianze, giunte da Bagdad, del comandante del contingente degli Alpini in Iraq e del suo luogotenente.

Dalla Sardegna era invece arrivato, appena in tempo per rendergli l’ultimo saluto, un tifoso della ”Curva Sud” della Juventus. Il calcio e la Juve erano un’altra grande passione di Alberto Bersano, tanto che nella bara sono state inserite una sua foto con la maglia bianconera (inviata alla famiglia dall’ex-calciatore Marchisio insieme ad una dedica), una sciarpa juventina e le scarpe da calcetto che aveva ai piedi durante la sua ultima partita.
La messa è stata accompagnata dalla Cantoria Parrocchiale di Salto mentre al cimitero hanno cantato per lui il Coro Gran Paradiso e quello del C.A.I. di Cuorgnè, che la sera precedente si sarebbero dovuti esibire in un concerto (annullato) proprio nella Chiesa di San Giacomo. Il “Silenzio” è stato invece eseguito dalla tromba solista Enrico Negri.
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