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Il caso
17 Settembre 2023 - 00:03
Se non ci fossero le foto probabilmente non ci crederebbe nessuno.
L’AIB (Associazione Anti-Incendi Boschivi) di San Raffaele Cimena nella giornata di venerdì 15 settembre, e poi durante la serata, ha effettuato due interventi non da poco, con la rimozione di due pericolosissimi nidi di calabroni, prima a Gassino e poi a Sciolze.
Andiamo con ordine. Venerdì alcuni volontari dell’associazione si sono recati a Gassino, per rimuovere un nido presente all’interno della chiesa del cimitero di via Foratella e un altro nido che si trovava all’interno di una tomba.

Uno dei nidi rimosso a Gassino
“Sì i nidi erano uno più grosso dell’altro - ci spiega il presidente dell’AIB Roberto Scalafiotti - uno dei due sarà stato alto 70 centimetri, mentre l’altro era all’interno di una tomba. Quest’ultimo era pericolosissimo, dato che la gente ci passava vicino spessissimo per portare i fiori sulle lapidi vicine. Il punto è questo: raramente i calabroni mordono, ma nel momento in cui vengono “disturbati” è diverso. Se si entra nel loro habitat, diciamo, esce prima un esemplare, che si chiama “sentinella”, e poi da lì parte l’attacco”.

Il presidente dell'AIB di San Raffaele Cimena Roberto Scalafiotti
Un intervento tempestivo, quello dell’AIB, che ha sventato una situazione che poteva presentarsi come molto problematica, in caso qualcuno fosse entrato all’interno della chiesa. La domanda, però, sorge spontanea: ma da quant’è che l'edificio non veniva aperto, per far sì che crescesse un nido del genere senza che nessuno se ne accorgesse?
Tant’è. Sempre nella serata di venerdì, poi, i volontari dell’AIB hanno fatto il bis, con gli operatori Andrea e Florence, guidati da Scalafiotti, intervenuti a Sciolze per rimuovere un altro nido, talmente grosso da doverlo “portare in braccio” e non tenere in mano.
“Il nido a Sciolze era veramente enorme. Noi siamo divisi in diverse squadre, quella intervenuta la sera era la “B” - aggiunge Scalafiotti - diciamo che noi siamo suddivisi in diversi turni, a seconda della criticità o dell’emergenza che si verifica. C’è chi è specializzato nella rimozione sui tetti, nei cassonetti o gli interventi urgenti per gli enti pubblici”.
Ma non sarà pericoloso?

Il nido rimosso a Sciolze da Florence
“Direi di no, ma per un semplice motivo: non possiamo sbagliare, non c’è margine d’errore - afferma il presidente dell’AIB - i nostri volontari sono tutti addestrati e le attrezzature vengono sempre controllate prima di essere usate, anche perché avere un solo punto debole all’interno della tuta potrebbe rappresentare un problema. Il fatto che in questo periodo, comunque, ci vengano richiesti molti interventi è normalissimo. Come per tutte le cose si va a periodi: cominciano ad esserci più calabroni verso inizio luglio, poi anche ad agosto e infine adesso, quando sono iperattivi, perché devono costruire i nidi per l’inverno dato che poi le regine vanno a ritirarsi”.
Gli interventi di questo fine settimana, si sommano a delle operazioni di rimozione avvenute anche a San Mauro nella sede della Protezione Civile e a Rivalba, presso la scuola elementare locale, a conferma della capillare presenza dell’AIB sul territorio.
Sul finire di settembre e con l’abbassamento delle temperature, la presenza di quesi imenotteri, e annessi nidi, dovrebbe affievolirsi.
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