AGGIORNAMENTI
Cerca
Cronaca
17 Giugno 2023 - 19:10
Uomo in carcere (foto di repertorio)
"In 48 ore in soli tre istituti penitenziari - Lanciano, Carinola ed Orvieto - sono stati sequestrati oltre due kg di droga tra hashish e cocaina. A Carinola se calcoliamo la droga sequestrata in un mese e mezzo siamo già a 1 kg e mezzo. È un conteggio da aggiornare continuamente: almeno cinque kg al giorno si spacciano e si consumano stupefacenti nelle carceri di tutto il Paese con un giro di affari che solo negli istituti campani raggiunge i 10 milioni d'euro l'anno".
Il segretario generale del sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo rilancia l'allarme: "le carceri italiane, al Nord come al Sud, da anni, sono diventate piazze di spaccio proprio come i quartieri Barone a Milano e Scampia a Napoli. È un giro che - afferma - vede i familiari dei detenuti far entrare la droga oppure pagare direttamente i clan per la fornitura in cella di stupefacenti e l'alternarsi di pusher fuori e dentro le celle, grazie in particolare ai detenuti in permesso lavoro che fanno la spola o utilizzando i detenuti più deboli e ricattabili".
"A Lanciano ed Orvieto si è fatto ricorso al lancio di pacchetti dall'esterno del carcere come da tempo avviene attraverso all'impiego di droni e persino al pallone di calcio imbottito di stupefacenti - spiega - Con introiti per i clan di milioni di euro, mentre sempre più rari sono i casi, di madri e mogli che portano la droga approfittando del colloquio con il congiunto. Sono invece gli uomini dei clan, che si servono di telefonini per il più comodo spaccio di droga dentro e fuori il carcere e per ordini agli uomini sui territori, a gestire i traffici.
Così la detenzione del capo clan che dovrebbe rappresentare la fine della carriera criminale - aggiunge Di Giacomo - non solo si trasforma in continuazione ma cementifica i rapporti con detenuti e alimenta l'economia criminale necessaria specie per sostenere le famiglie dei detenuti. Ovviamente - continua il segretario del S.PP. - questo avviene perché la domanda di stupefacenti è alta: la presenza di detenuti classificati tossicodipendenti già all'ingresso è di circa 18mila (poco meno del 30% del totale) per i quali il cosiddetto programma a scalare con la somministrazione di metadone ha dato risultati molto scarsi. Non a caso la recidività di reato per questi detenuti, una volta fuori, è altissima. A questi si deve aggiungere che tre detenuti su 10 sono solo spacciatori e non consumatori".
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.