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Lauriano
03 Maggio 2023 - 16:51
Il Municipio di Lauriano
Dopo quattro anni di indagini scoppia il caso delle cittadinanze illegali a Lauriano.
Si chiude così il cerchio, con la chiusura delle indagini a ridosso delle elezioni amministrative del 14 e 15 maggio 2023: una vicenda che si trascina dal 2019 e che ha investito il Palazzo municipale.
L'inchiesta della Procura di Ivrea, coordinata dalla pm Valentina Bossi, ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di dieci persone accusate, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione e falso in atto pubblico.
Tra gli indagati figurano la sindaca di Lauriano Matilde Casa (che non si ricandida alle prossime elezioni), due dipendenti del Comune, Barbara Anselmino (responsabile dell'ufficio anagrafe), Giuseppe Marcucci, e i titolari di un B&B, Niva Detti e Mauro Franchini.
Oltre a loro gli agenti della società brasiliana Rotunno - Immigration Solutions & Business di San Paolo in Brasile: Stefano Bardelli di Siena, Gabriela Val De Sousa Rotunno e la madre Silvia domiciliate ad Asti ed Ileana Pastrone di Sommariva di Perno (Cuneo).

Matilde Casa, sindaco uscente di Lauriano
Sotto la lente le posizioni di 68 brasiliani, all'epoca dei fatti contestati ospiti del B&B di Lauriano, che tra il 2018 e il 2019 ottennero cittadinanze italiane illegali secondo la Procura eporediese.
I brasiliani si sarebbero rivolti alla società Rotunno - Immigration Solutions & Business per ottenere la cittadinanza italiana.
La società avrebbe contattato il Comune di Lauriano e in tre casi anche il Comune di Asciano per il rilascio delle cittadinanze.
I brasiliani avrebbero pagato una cifra tra i mille e 500 euro e i 10 mila euro alla società per ottenere le cittadinanze.
Dalle carte dell'inchiesta emerge che la responsabile dell'anagrafe comunale, come pubblico ufficiale preposto alle trattazioni delle pratiche, avrebbe ottenuto regali dai soci dell'agenzia di intermediazione, tra cui borse e una catenina d'oro, omettendo di effettuare i controlli necessari per verificare l'effettiva residenza e se i richiedenti possedevano i requisiti dello "jus sanguinis".
Le cittadinanze italiane sono state poi riconosciute dalla sindaca Matilde Casa.
La sindaca Matilde Casa ha sempre professato la propria estraneità ai fatti contestati e si è dichiarata disponibile ad essere interrogata.
Per bocca dell'avvocato Mauro Carena sostiene di non aver tratto alcun vantaggio economico dalla vicenda e ritiene di aver svolto il proprio compito in modo conforme al dettato amministrativo.
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