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Cronaca

Anche politici, sindaci e assessori andavano a mangiare al ristorante della 'Ndrangheta

Parla il vigile accusato di aver tolto alcune multe ad un mafioso

Anche politici, sindaci e assessori andavano a mangiare al ristorante della 'Ndrangheta

Per oltre tre ore l’agente di polizia municipale di Volpiano Paolo Busso (avvocato Gabriella Vogliotti), imputato a piede libero nell’inchiesta Platinum Dia, ha risposto alle domande del Pm Valerio Longi e del legale del Comune di Volpiano (parte civile), l’avvocato Giulio Calosso. Secondo l’accusa, l’agente all’epoca coordinatore dell’ufficio verbali del Comune di Volpiano, avrebbe fatto dei “favori” a Giuseppe Vazzana (in carcere per associazione di stampo mafioso per far parte delle ‘ndrine a Volpiano) nelle sue funzioni di agente di polizia municipale: sei verbali (multe e addirittura un atto per la mancata revisione della Jaguar di Vazzana).

E’ stata un’udienza piuttosto lunga e articolata quella in calendario lunedì scorso in tribunale a Ivrea. Al pm Longi, Busso, ha raccontato il rapporto instaurato proprio con Vazzana: “L’avevo conosciuto quando andavamo alla mensa nel suo bar-ristorante, a 500 metri dal Comune. Mi dava da mangiare. Ma da Vazzana in mensa andavamo un po’ tutti. Anche politici, sindaci e assessori perché c’era una convenzione tra il bar-ristorante e il Comune di Volpiano”. E sui “favori” che l’accusa gli contesta, Busso, ha risposto di aver probabilmente utilizzato lo stesso comportamento anche con altre persone. Al pm e al collegio dei giudici il vigile urbano ha spiegato di aver creato un sistema chiamato “pre ruolo” ovvero il destinatario della sanzione veniva contattato prima che il verbale venisse messo a ruolo e così, secondo Busso, era un risparmio per l’Amministrazione comunale che avrebbe evitato di spedire i verbali a casa con maggiori costi.

Ma c’è un particolare che il legale del Comune di Volpiano, l’avvocato Giulio Calosso, ha sollevato in aula. Ovvero un verbale pagato sei mesi dopo le custodie cautelari eseguite dalla Dia nei confronti degli imputati. Qualcuno avrebbe pagato il 16 dicembre 2021 la multa elevata a Giuseppe Vazzana. “Perché sono stati pagati 28,70 euro anziché i 47,78 euro?” ha incalzato Calosso. E Busso ha risposto: “E’ stata fatta pagare in maniera decurtata perché non era stata notificata ed è come se avesse pagato entro i 5 giorni che per legge prevedono la decurtazione”.

Busso ha poi affermato di non essersi mai recato al comando di Settimo per risolvere il problema dei punti decurtati sulla patente di Vazzana.

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