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Il caso

Ecco le carte della convenzione tra il Comune e il "ristorante della Ndrangheta"

La consigliera di minoranza ha spulciato i documenti: "Il Comune poteva intervenire..."

Ecco le carte della convenzione tra il Comune e il "ristorante della Ndrangheta"

Immagine di repertorio

Qualche settimana fa avevamo parlato della convenzione tra il Comune di Volpiano e il ristorante La Corte di Giuseppe Vazzana.

La vicenda non ha nulla di penalmente rilevante e risale ad alcuni anni fa. 

Va detto. Ma il fatto che i dipendenti del Comune di Volpiano si recassero lì a mangiare ci fa pensare almeno ad un tema di opportunità.

Parliamo dello stesso Comune parte civile nel processo contro Giuseppe e Mario Vazzana, Domenico Aspromonte, Antonio Agresta, accusati di essere affiliati alla ‘ndrangheta, Domenico Spagnolo, chiamato a rispondere di estorsione con l’aggravante del metodo mafioso e l’ispettore Paolo Busso, vigile del Comune di Volpiano, accusato di abuso d’ufficio. 

A Ivrea è in corso il dibattimento su una “costola” del processo Platinum Dia.

La vicenda della convenzione è emersa qualche settimana fa in aula a Ivrea, raccontata dall’ex comandante della polizia locale di Volpiano, Paolo Bisco, teste della Dda per rispondere sui rapporti dell’ispettore di polizia municipale Paolo Busso. Secondo l’accusa, Busso, avrebbe favorito Giuseppe Vazzana su alcune violazioni del codice delle strada (ben sei), tra multe per mancata revisione, mancato pagamento della sosta sulle strisce blu e decurtazione di punti della patente.

Sull vicenda della convenzione l’ex Sindaco, oggi Presidente del Consiglio, Emanuele De Zuanne, era così intervenuto.

Sulla convenzione - spiega l’ex Sindaco Emanuele De Zuanne - posso dire che è una cosa che fanno gli uffici, non riguarda gli amministratori. I funzionari fanno una richiesta ai bar del territorio per poter partecipare a questo bando. Chi ha i requisiti di legge può partecipare e offrire i pasti ai dipendenti. Ci sono e c’erano più bar coinvolti”.

E anche se c’è un’azienda chiacchierata c’è poco da fare... 

Quando si fa una gara - continua De Zuanne - e i documenti sono a posto il funzionario non può fare scelte diverse da quello che dice la norma. Lo segnaliamo da tanto tempo come amministratori che esiste questo problema. Le ditte non si possono escludere solo perché si sa o si pensa qualcosa… O cambiano la legge o un ente predisposto mi dice che una tale azienda non può partecipare ad un bando oppure non si può fare niente. Le aziende chiacchierate sono quelle che hanno i requisiti di legge”.

L’ex Sindaco, però, in certi posti non ci andava. 

“Io l’unica cosa che potevo e posso fare - continua - è non andare nei locali chiacchierati, non ci vado neanche a prendere il caffè. Qui a Volpiano sai che sei un certo luogo e devi comportarti in un certo modo”.

Uno stralcio della determina che richiama alla convenzione tra il Comune e il ristorante la Corte dei Vazzana nel 2016

Una ricostruzione che ha fatto storcere il naso alla consigliere di minoranza, Antonietta Maggisano. E così che, nell’ultimo mese, si è messa a spulciare tutti i documenti con una serie di accessi agli atti.

Ho esaminato - racconta Maggisano - tutta la documentazione sui buoni pasto dal 2013 ad oggi. Dal 2018 sono subentrati i buoni elettronici e quindi la procedura è cambiata, c’è una gara pubblica, si acquistano i buoni e la ditta si convenziona con i ristoranti, una situazione diversa. Nel corso di questi anni, poi, abbiamo avuto due segretari: Mistretta e poi De Vecchi”.

Due periodi in cui le cose funzionavano diversamente.

Dal 2013 al 2016 - continua Maggisano - c’è stato Mistretta. In quel periodo, per quel che riguarda i buoni pasto per i dipendenti, c’era una  determina dove si stabiliva che l’ente, basandosi sul regolamento comunale, poteva fare questo affidamento diretto senza bando. Nella determina si stabiliva che il Comune avrebbe invitato tutti gli esercizi per i servizi sostituivi di mensa. I ristoranti dovevano rispondere e firmare un patto. Per tutto il tempo che c’è stato Mistretta la convenzione era fatta molto bene. All’articolo 4 si diceva che si sarebbero convenzionati tutti gli esercizi che avrebbero accettato il patto e la convenzione”.

Maggisano, poi, ricorda la parte principale dell’articolo 4: “È fatta comunque salva la facoltà dell’amministrazioni di valutare liberamente le adesioni pervenute a riguardo,  affidando il servizio anche nel caso ne pervenga una sola, purché valida e rispondente alle condizioni richieste, e di recedere a sua insindacabile giudizio qualora non la ritenga rispondente alle proprie necessità o aspettative”.

L'articolo del regolamento richiamato dalla consigliera Antonietta Maggisano

Dunque il Comune qualche voce in capitolo l’aveva, no? Anche se con il passare del tempo le cose non sono migliorate. 

La consigliere di minoranza, Antonietta Maggisano, Cambiamo Volpiano

Nel 2015 - continua Maggisano - comincia a comparire Vazzana, dopo il Minotauro. Nel 2017 cambia il segretario, arriva De Vecchi. Dal 2017 ci sono solo comunicazioni per accettazione, non c’è più il patto. Qui a Volpiano, quindi, l’attenzione è diminuita dopo il Minotauro, non è aumentata, non hanno posto particolare attenzione. De Zuanne dice che le convenzioni non riguardavano gli amministratori ma il segretario lo nomina la politica, non si nomina da solo, la politica c’entra. Se c’è una azienda chiacchierata c’è poco da fare? Non era una vera e propria gara, il Comune aveva dei margini come si vede all’articolo 4. De Zuanne dice che loro hanno sempre segnalato questi problemi ma poi hanno fatto sempre allo stesso modo, è normale? Ma poi: il Comune dice che il tale ristorante ha i requisiti e poi il Sindaco dice che non va a prenderci il caffè? Se tu sai che si compie un illecito devi fare delle segnalazioni, non si può dire che non ci si può difendere, è una posizione molto ambigua”.

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