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CRESCENTINO. Indagini archeologiche con il georadar a San Genuario

CRESCENTINO. Indagini archeologiche con il georadar a San Genuario

 Il luogo in cui sorge la frazione San Genuario era aprobabilmente già abitato in epoca romana, come testimoniato da alcuni ritrovamenti. Certo è che all’inizio dell’VIII secolo, in epoca longobarda, vi fu fondata l’abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Nei secoli l’abbazia prese poi i nomi di San Genuario e di San Bononio. Il territorio controllato dall’abbazia col tempo si ampliò considerevolmente esteso ma dal XIII secolo, con la nascita e lo sviluppo dell’abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio, e con l’insediarsi a Crescentino dei conti Tizzoni, ebbe inizio la decadenza dell’abbazia.

Poco più di un anno fa è stata sottoscritta una convenzione tra il Comune di Crescentino, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli e la Parrocchia dei SS. Genuario e Silvestro per avviare forme di collaborazione tecnico-scientifica finalizzate alla promozione di iniziative di ricerca, conservazione, valorizzazione del sito del già monastero di San Genuario, in particolare sul fronte dello studio storico-archeologico.

Il 12 settembre scorso la Giunta crescentinese ha approvato una bozza di accordo tra il Comune ed il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Upo per “attività di esecuzione di prospezioni geofisiche non invasive (in particolare indagine mediante georadar) nel sito del complesso già monastico di San Genuario”, comprensivo della chiesa e delle aree circostanti, con conseguente elaborazione e restituzione dei dati ottenuti, funzionali alla conoscenza delle evidenze sepolte in vista dell’esecuzione di un’indagine di scavo archeologico.

L’attività sarà svolta dall’Università, che opererà dietro autorizzazione ministeriale e in raccordo con la competente Soprintendenza. Responsabile dell’attività per l’Upo è la prof.ssa Eleonora Destefanis, archeologa.

I costi per le prospezioni geofisiche mediante georadar e per l’elaborazione dei dati saranno sostenuti dall’Università; il Comune si è impegnato ad erogare un contributo forfettario di 4940 euro. Il Comune potrà inoltre reperire fondi da privati o da altri enti attivando una manifestazione di interesse.

L’accordo avrà termine nell’aprile 2023, salvo anticipato esaurimento dell’attività per completamento.

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