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CRESCENTINO. “Cittadinanze facili”: accordo transattivo tra il Comune e il funzionario di anagrafe condannato in primo grado

Stefano Masino

Stefano Masino

Nell’aprile scorso, al termine di un’inchiesta della Procura e di un processo durato mesi, i due funzionari dell’Ufficio Anagrafe del Comune di Crescentino - Stefano Masino e Annalisa Aresi - erano stati condannati a 6 anni di carcere per corruzione, falso e associazione a delinquere. La vicenda riguardava la concessione della cittadinanza italiana iure sanguinis a decine di brasiliani, che prendevano la residenza a Crescentino (alcuni anche in case di proprietà di Masino) per il tempo necessario per ottenere la certificazione, grazie all’assistenza di un’agenzia di Verona - gestita da Terezinha Simone Frassini e Raphaele bussolo - che si accordava con i due funzionari. La condanna prevedeva inoltre, quali pene accessorie, la cessazione del rapporto di lavoro e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Al Comune, che si era costituito parte civile, Masino e Aresi avrebbero inoltre dovuto corrispondere una provvisionale immediatamente esecutiva di 25 mila euro, mentre la quantificazione complessiva del danno era stata demandata alla sede civile.

Dopo la condanna Masino, mediante il proprio legale, ha avviato una trattativa con il Comune per «regolare i rapporti con un assetto definitivo».

«Valutata la convenienza economica per l’ente di aderire alla proposta transattiva, al fine di evitare un lungo contenzioso considerando l’esito incerto per entrambe le parti», l’Amministrazione comunale ha deciso di accettare la proposta. L’accordo è stato raggiunto a fine luglio, e il 1° agosto la Giunta ne ha approvato la bozza. Masino ha però chiesto alcune integrazioni, che la Giunta - assente il sindaco Vittorio Ferrero - ha approvato con un’ulteriore delibera, il 5 settembre.

Una decina di giorni più tardi, il 14 settembre, nella sede di Vercelli dell’Ispettorato territoriale del lavoro è stato firmato il “processo verbale di conciliazione” tra il sindaco - legale rappresentante del Comune - e Masino: quest’ultimo - che comunque non era più in servizio dal giorno dell’arresto, nell’ottobre 2020 - ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato.

Il testo dell’accordo tra il Comune e Masino non è stato pubblicato.

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